The Visions of Isobel Gowdie

The Visions of Isobel GowdieThe Visions of Isobel Gowdie: Magic, Witchcraft and Dark Shamanism in Seventeenth-Century Scotland by Emma Wilby
Published by Sussex Academic Press on July 1st 2010
Genres: antropologia, storia, storia della stregoneria, stregoneria
Pages: 538
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Wilby portrae un mondo di spiriti antichi ancora vivi nel vento e sotto le montagne della Scozia, e di pratiche estatiche utilizzate per entrarvi in contatto. Il libro pone la visione onirica/sciamanica delle streghe in contrasto con i cambiamenti religiosi e culturali del XVII secolo, e questa tensione pervade tutto il libro.

Nel 1662, nel villaggio scozzese di Auldearn, Isobel Gowdie è processata per stregoneria. Isobel confesserà ai suoi accusatori (apparentemente senza essere vittima di particolari pressioni) di praticare la stregoneria. Ma la stregoneria di Isobel è particolare, benché non unica. Isobel affermerà, infatti, non solo di aver partecipato al sabba e di aver incontrato il diavolo – come molte delle streghe dell’epoca – ma anche di aver visitato regolarmente il re la regina delle fate. Insieme alle sue colleghe streghe, Isobel is levava in spirito per rendersi sotto le montagne, dove banchettava con gli elfi e le fate. Gli ‘elf-boys’ incontrati da Isobel appuntivano frecce avvelenate. Dopo il banchetto, Isobel e le altre streghe si levano in volo armate di arco e di frecce elfiche, tirando le frecce su gli ignari abitanti del villaggio, e facendoli passare a miglior vita.

Emma Wilby ci porta in un viaggio nel mondo di Isobel Gowdie, e il suo racconto è particolarmente pertinente perché prende il punto di vista dell’accusata. Le confessioni di Isobel Gowdie erano già state oggetto di attenzione da parte di studiosi, la maggior parte dei quali classificheranno le visioni di Isobel come delirio frutto di malattia mentale. Wilby, guardando alle fonti storiche da un punto di vista in qualche modo simile a quello di Ginzburg in ‘Storia Notturna’ , si pone l’obiettivo di prendere Isobel sul serio.

Una voltata prestata attenzione al mondo, in parte onirico, di Isobel, Emma Wilby segue le sue tracce nel folklore, nei miti e nelle credenze della Scozia. Cio’ che appare è un complesso di credenze e di pratiche che affondano le radici nelle credenze di quell’area sopravvissute al cristianesimo mischiandosi e al contempo nascondendosi dal cristianesimo. L’esperienza del sabba e del volo di Isobel comincia a colorarsi di senso una volta posta nel contesto mitico di cui faceva parte, e delle radici sciamaniche indouropee che sottendono l’esperienza estatica di Isobel. Wilby portrae un mondo di spiriti antichi ancora vivi nel vento e sotto le montagne della Scozia, e di pratiche estatiche utilizzate per entrarvi in contatto. Il libro pone la visione onirica/sciamanica delle streghe in contrasto con i cambiamenti religiosi e culturali del XVII secolo, e questa tensione pervade tutto il libro.

The Visions of Isobel Gowdie è una pietra miniale nello studio della stregoneria storica. Il libro è ricco di riferimenti storici, il che rende le potesi avanzate da Emma Wilby un’importante chiave per comprendere le dinamiche della stregoneria storica e della persecuzione.

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