Appunti sull’Autodifesa Magica

Tu insegnerai l’arte di avvelenare,
Di avvelenare tutti i signori,
Di farli morti nei loro palazzi,
Di legare lo spirito dell’oppressore.

E dove si trova un contadino ricco e avaro,
Insegnerai alle streghe tue alunne
Come rovinare il suo raccolto
Con tempesta, folgore e baleno,
Con grandine e vento.

Quando un prete ti farà del male,
Del male colle sue benedizioni,
Tu gli farai sempre un doppio male
Col mio nome, col nome di Diana,
Regina delle streghe…

(Aradia, Il Vangelo delle Streghe)

La Stregoneria può essere un affare scuro scuro. Dal momento in cui Gardner si rivelò al mondo, la comunità delle streghe ha fatto sempre più sforzi per dipingere quello che facciamo con toni chiari pastello: “fai cio’ che vuoi finché non nuoce a nessuno”, dicono certi wiccani e certe streghe, spesso attaccandosi a una Legge del Tre male interpretata e che di legge ha ben poco. Lo scopo: essere accettati dalla società, esseri riconosciuti in quanto “una religione come un’altra”. Convincere il mondo che siamo streghe buone, che non c’è ragione di temere, che sì possiamo benedire e maledire ma che raramente agiamo per nuocere. Che passiamo il nostro tempo a inviare energie positive.

Per me non è mai stato vero. Le esperienze di stregoneria più forti che ho avuto sono quelle in cui la mia magia é scorso frenetica dal mondo, alle mie mani e di nuovo al mondo per cambiarlo, plasmarlo e muoverlo come desideravo. Se avete la vocazione della strega, conoscete la sensazione: il formicolio nella mani e la smania di dover dar vita a qualcosa, ogni incantesimo un parto magico che aggiunge qualcosa di nuovo al mondo che porta il vostro marchio indelebile. Il fatto è: molte di queste esperienze nascono da emozioni profonde, e una delle emozioni più profonde che possiamo provare è il senso di giustizia, la rabbia per aver subito un torto gratuito, la sensazione di impotenza che striscia e che rischia di ammutolirci. Le chiese cristiane (o almeno, la più parte) ci si insegnano che gli ultimi saranno i primi, che la pazienza è la virtù dei forti i quali porgono l’altro guancia.

Una delle caratteristiche della stregoneria moderna è l’integrazione di questo principio di passività virtuosa, per cui i deboli devono accettare i soprusi e, nel farlo, si guadagnano il regno dei cieli, o si reincarnano in una forma di vista più elevata (sic) e che un Karma invisibile sistemerà le cose. Queste sono idee nuove in stregoneria. Nella magia delle nostre campagne la stregoneria è sempre stata vista come uno strumento come un altro, da mobilizzare in caso di bisogno. E se prendiamo sul serio l’idea per la quale la stregoneria si è sviluppata come la cugina povera della magia rituale capiamo subito perché, ancora oggi, una buona parte della magia popolare si concentrava su legamenti, fatture e maledizioni. La stregoneria è l’arma dei poveri. I contadini delle società tradizionali europee, alcune largamente feudali fino agli inizi del ventesimo secoli, avevano poche chance di rivalsi contro le ingiustizie dei nobili e dei potenti, che potevano disporre di veri e propri banditi al proprio servizio.

Il passaggio de ‘Il Vangelo delle Streghe’ riportato all’inizio di questo articolo è spesso citato come falso, anche da quelli che si rivendicano la veridicità del documento, in quanto sicuramente contaminato dall’odio per la cristianità. Quello che spesso sfugge a coloro che fanno queste osservazioni è che questi passaggi sono forse i più autentici del testo, quelli in cui cogliamo il vero spirito della stregoneria degli ultimi. Le streghe del Vangelo non sono grandi fan del pensiero positivo, al contrario, sono vittime di soprusi contro le quali si sentono impotenti. Diana, tramite Aradia, offre loro una possibilità di riscatto tramite l’appello alle forze infernali e notturne delle quali la Dea e sua figlia sono patrone. Come il biblico Davide, la strega deve ricorrere al suo intelletto e alla sua astuzia per farsi giustizia, perché non esiste nessun principio cosmico che lo farà al posto della strega stessa.

So bene che non viviamo più in società feudali, e che le nostre società hanno messo su meccanismi di retribuzione e compensazione, il sistema giudiziario e quello legale, che sono in teoria destinati a proteggere i deboli dai soprusi dei potenti. Tuttavia so anche benissimo che questi sistemi sono inefficaci, lenti, che restano sempre più accessibili a coloro che possono permetterselo e che fanno poco, o forse niente, per prevenire. Le ragioni per le quali oggi usiamo la stregoneria per l’autodifesa sono diverse da quelle che muovevano le streghe che ci hanno preceduto. Mentre le streghe di una volta era probabile agissero per proteggere i loro pochi averi, il raccolto, l’accesso alla terra, o i soprusi dei signori oggi siamo confrontati a problemi diversi.

Qualche giorno fa un amico è stato brutalmente picchiato da un gruppo di giovani, non lontano da dove vivo, perché omosessuale. Le persone che l’hanno aggredito l’hanno importunato per giorni e minacciato ripetutamente. Quando le minacce sono state riportate alla polizia, sono cadute nel vuoto più di una volta, ed è dovuto scorrere il sangue prima che fossero prese sul serio – troppo tardi. Basta aprire i giornali per avere un’idea di quante persone sono colpite ogni giorno dalla violenza misogina, razzista e omofoba. Vale lo stesso per coloro che si mobilitano per difendere la terra e i diritti dei più deboli, spesso calpestati dalle istituzioni, dalle forze dell’ordine. La stregoneria non è una soluzione a tutto, ma può aiutare. Avere padronanza di alcune tecniche magiche di base, e avere pronte un paio di idee per l’autodifesa può fare la differenza. Di seguito alcuni spunti per rafforzare le vostre arti marziali magiche.

  1. Protezione / Purificazione

Molti praticanti che sono reticenti a praticare magia di attacco spesso ricorrono a operazioni di protezione e/o purificazione. Il problema è che molti praticanti tendono a credere che le proprie protezioni siano inespugnabili. Raramente le protezioni sono inespugnabili, e vi è sempre qualcuno o qualcosa che può riuscire a passare. La maggior parte delle protezioni personali magiche con cui ho avuto a che fare sembravano più agire per dare un senso di protezione al praticante che per proteggerlo da alcunché. Anche i castelli più inespugnabili un giorno o l’altro sono presi d’assalto. In più, le protezioni magiche sono effimere: non durano per sempre, hanno bisogno di essere costantemente rinnovate e possono facilmente essere disfatte da un altro praticante che sappia cosa sta facendo (o da un non-praticante mosso da forze o volontà più forti delle vostre). Questo vale sia per i cerchi magici di protezione che per altri strumenti classici come il Quintus  o la bottiglia della strega. Queste tre opzioni, probabilmente le più comuni, sono legate al luogo in cui si svolgono e sono perlopiù orientate alla protezione spirituale – anche se spesso funzionano nel tenere lontane anche le minacce fisiche (raramente una minaccia è esclusivamente fisica o esclusivamente mentale). Il punto da tenere a mente è: la protezione magica dei luoghi è una misura temporanea, non vi mette in una botte di ferro, ed  è meglio utilizzarla insieme ad altre misure.

La stessa cosa vale per le purificazioni.  Molti praticanti sono convinti che purificare un ambiente o una persona sia una specie di tasto reset, come la pulizia dei denti: la fai un paio di volte all’anno e poi di nuovo quando ti sembra che i denti siano giallognoli. L’approccio opposto è quello della ‘germofobia magica’, e mi riferisco a quei praticanti che sentono in continuazione il bisogno di purificare se stessi e l’ambiente che li circonda. E impossibile vivere in continuazione in una camera sterile: le purificazioni sono necessarie e utili quando ci approcciamo a fare qualcosa che necessita che siamo puliti, ma non sono né totali né permanenti.

Un aspetto interessante delle operazioni di purificazione è che spesso lavorano per ‘uscita allo scoperto’: risolvono questioni in sospeso tirandole fuori. Qualche anno fa vivevo in un complesso condominiale di cui il portinaio era un orribile omofobo, ma che fino ad allora si era limitato a guardarmi di sottecchi. Più volte avevo trovato insulti sulla mia porta, e la mia bicicletta era stata misteriosamente rotta nel cortile condominiale. Avevo tra le mani questo rituale di stregoneria italiana per la purificazione della casa e della persona, aspettavo la buona occasione per utilizzarlo. Pochi giorni dopo il rituale arriva il confronto con l’orribile portinaio. Le cose si fecero serie e la polizia fu coinvolta e la persona allontanata dal condominio. Il rituale funzionò, ma sicuramente non nel modo in cui l’avevo immaginato. Le purificazioni sono spesso come la febbre: esprimono i sintomi di quello che vi affligge finché non sono risolti e ne siete liberati (un punto che non è mai sfuggito ai guaritori di campagne, che sapevano bene ‘togliere il male’ vuol dire per forza confrontarlo).

Il modo più efficace di proteggere voi stessi e gli ambienti in cui vivete è quello di creare un golem che vi faccia da guardiano, o da incaricare della protezione uno spirito alleato. Questi metodi sono molto più efficaci e duraturi di quelli citati più in alto, ma richiedono più lavoro e costanza, in quanto i vostri guardiani dovranno essere nutriti e, a volte, vezzeggiati regolarmente.

  1. Bando / Allontanamento

Un rituale di bando, o di allontanamento, è un’operazione per la quale mettiamo della distanza fisica tra due persone. E’ uno dei metodi migliori per liberarsi di qualcuno che ci infastidisce, ed è una delle pratiche comuni nella magia popolare di tutto il mondo. Le operazioni di allontanamento si svolgono per lo più sotto l’egida di Saturno. Il metodo più semplice per operare un bando è quello di usare due candele, ciascuna vestita e battezzata col nome delle due persone da allontanare. Il rituale si svolge su più giorni (di solito sette o nove giorni). Il primo giorno le due candele sono vicine, l’ultimo giorno vengono lasciate consumare e sono al punto opposto della linea immaginaria che le divide.

Un altro modo di lavorare il bando è quello di produrre una figurina di ciascuna delle parti implicate nell’operazione, e di procedere allo stesso modo, con le due figurine inizialmente posizionate vicine ma che guardano direzioni opposte. In entrambi i casi, alla conclusione del rituale, le figurine sono seppellite in posti lontani e in guardando direzioni opposte. Se l’allontanamento coinvolge voi direttamente, la figurina rappresentante l’altra persona dovrebbe essere seppellita in un posto in cui non passate mai, possibilmente lontano dal vostro domicilio, o in un corso d’acqua corrente.

Le erbe propizie per i bandi sono l’assafetida, l’aglio, l’oleandro, il cipresso. Le operazioni di bando si svolgono sotto l’influenza di Saturno, e a volte di Mercurio e sempre in luna calante.

  1. Legamento

Il termine legamento ha diversi significati in stregoneria, ma in questo caso mi riferisco al legamento in quanto ‘immobilizzazione’ della vittima del rituale. Lo scopo di questo tipo di legamento è di impedire che la vittima del rituale possa nuocere al richiedente. Il modo più semplice di procedere a un legamento è quello di produrre una figurina della persona da legare per poi procedere a legarle gli arti, gli occhi e la bocca, di solito con una fettuccia (come sempre in questi casi, senza misura) di colore nero o rosso – la seta è il materiale più adatto per queste operazioni. Una volta immobilizzata la figurina, come per il bando, la sotterrerete in un posto lontano dalla vostra abitazione e in cui non passate mai, ancora meglio se sotto un masso pesante, sotto le fondamenta di un palazzo o in un cimitero. Un’altra possibilità, molto in voga tra le streghe moderne, è quello di mettere la figurina in una sostanza viscosa, come colla o miele, prima di sotterrarla. Altri mettono la bambolina in un contenitore pieno d’acqua che poi è riposto nel freezer – una soluzione che non mi è mai piaciuta, non ho nessuna intenzione di tenermi i resti di un rituale in frigo di fianco alle cosce di pollo e al gelato alla vaniglia.

I legamenti sono dominio di Saturno e si svolgono soprattutto in luna calante e nuova. Le erbe propizie ai legamenti sono la canfora, bacche e resine di ginepro, l’edera, le resine di pino e cipresso.

  1. Attacco

E’ impossibile qui riassumere tutte le forme di attacco. Alcune possono essere molto specifiche, e puntare alla produzione di risultati particolari (per esempio, incidenti che producono importanti lesioni, perdita di denti o capelli, impotenza sessuale, malattie e la morte), altre possono semplicemente invocare giustizia per un torto ricevuto. Qualunque approccio scegliate, ricordatevi che un attacco è una forma di retribuzione dura e pura e che raramente impedisce alla vittima di farvi del male, al contrario, spesso incita una reazione. Gli attacchi magici sono spesso anche le operazioni che vi rendono più vulnerabili, soprattutto se l’altra persona è un praticante, in quanto non è raro per qualcuno vittima di una fattura violenta di avere sogni, premonizioni o altri indizi che vi sveleranno in quanto autore del fatto. Se avete a che fare con un praticante di arti magiche, è possibile che l’attacco scateni una reazione e che il risultato sia una guerra magica – a questo punto, la palla passa da un campo all’altro e la probabilità che ne usciate vincitori dipende interamente dalle vostre capacità magiche.

Gli attacchi si compiono spesso per magia simpatica e del contatto, tramite l’operazione diretta su una figurina della vittima (o su una figurina che rappresenti una parte del suo corpo, se il risultato che vogliamo ottenere è di tipo fisico) sulla quale ricostruiremo i risultati che speriamo ottenere. In certe culture la figurina è sostituita da un animale che fa le veci della vittima, dopo essere stato adeguatamente preparato. E’ importante non provare compassione per la vittima (sia per quella vera che per quella veicolare) durante il rituale.

Gli attacchi magici, soprattutto quelli violenti, possono essere difficili da eseguire soprattutto perché non è rato che l’operatore soffra anche lui degli effetti negativi della propria operazione, almeno in parte. Ogni volta che fate stregoneria, una parte di voi va per forza a mischiarsi con le componenti del rituale. Più che come colpo di ritorno, trovo più utile leggere queste dinamiche in termini di ‘sporcarsi le mani’: se voglio gettare escrementi su qualcuno, è molto probabile che nel farlo mi sporcherò io stesso le mani di escrementi. Le streghe di campagna hanno sviluppato diversi modo per ovviare a questo inconveniente, il più comune dei quali è quello del capro espiatorio, vale a dire, dell’imputazione dell’operazione a un ente terzo che può gestirne meglio le conseguenze. Non è raro vedere fattucchiere di paese scaricare la colpa della fattura che stanno eseguendo all’Angelo Gabriele, al Diavolo o perfino a Dio stesso con frasi del tipo ‘Non sono io, ma è l’Angelo Gabriele che te lo comanda’ o ancora ‘Non è la mia mano, ma quella del diavolo che ti colpisce’. Spesso queste sono interpretate come fasi di potere che invocano l’aiuto di queste entità, ma più spesso sono modi di sporcare le mani di qualcun altro.

Una  forma più semplice di attacco, ma egualmente efficace, è quella onirica. Se praticate il sogno lucido, avrete più o meno un’idea di come intromettervi nei sogni di qualcun altro e, una volta intromessi, potete modificare i sogni della vittima per produrre tormenti, angosce e ansie, o semplicemente sensi di colpa. Consiglio vivamente di praticare l’incursione onirica: permette non solo di avere risultati evidenti senza ricorrere a procedure troppo truci, ma permette anche di farsi un’idea di quello che si passa nella testa dell’aggressore. Anche in questo caso, è consigliabile prendere precauzioni: se la vittima è sveglia abbastanza, potrebbe riconoscervi nel sonno. Assumere una forma diversa dalla vostra abituale dovrebbe essere una delle precondizioni assolute prima di cercare di incasinare i sogni di qualcun altro.

A seconda del tipo di attacco che compiamo, utilizzeremo forze differenti, ma in linea di massima le fatture di attacco si svolgono sotto l’egida di Saturno, della Luna e di Marte. Le erbe a influenza marziale sono di solito consigliate in queste operazioni.

  1. Rimando

I rimandi sono utili quando il tipo di attacco a cui siamo sottoposti è di tipo puramente spirituale (siamo sotto attacco da un altro praticante magico). Ciò non vuol dire che non sia possibile operare rimandi su danni fisici o economici, ma il risultato non sarà immediato, e in quest’ultimo caso ci stiamo sicuramente impegnando in una strategia di lunga durata. In generale, nel caso stiate cercando di rispondere a un attacco a una minaccia fisica, i legamenti, i bandi e gli attacchi sono più efficaci dei rimandi. Ma quando l’attacco è magico, il rimando è forse la prima linea di difesa. L’idea è quella espressa nel nome: rimandare a chi ci attacca il proprio attacco e, come quando eravate bambini e giocavate a ‘specchio riflesso’, l’operazione di solito include uno specchio o altre superfici riflettenti appositamente lavorate prima dell’operazione e preparate secondo le tecniche appropriate. Gli specchi sono strumenti magici importanti, ma tenete a mente che oltre a riflettere, sono anche porte che potrebbero fornire un accesso a voi e ai vostri cari. Anche se l’operazione sembra intuitiva è importante tenere questo punto a mente e prepararsi di conseguenza per non avere brutte sorprese. Consiglio vivamente di non eseguire questo tipo di operazioni nel posto in cui dormite o in cui passate la maggior parte del vostro tempo. Se pensate di essere attaccati magicamente, ma non avete l’esperienza necessaria per operare un rimando, affidatevi a qualcun altro o limitatevi a protezione e purificazione.

‘U Chiamu d’a Seggia nella Tradizione Popolare Siciliana

Gira lignu,gira pignu,gira mari,gira sari,‘a mirulla a me maritu,ci avi a vutari, ri beni no ri mari.

L’articolo seguente è apparso in origine sulla pagina facebook Benedicaria, che ringraziamo per la condivisione. Puoi  anche seguire Benedicaria sul suo blog.

Il Chiamo della Sedia, detto ‘U Chiamu d’a Seggia nel dialetto siciliano, viene ancora oggi praticato in Sicilia e nel meridione in genere. L’antico rituale prevede l’utilizzo di una sedia di legno con la seduta in paglia (tradizionalmente veniva utilizzata una sedia presa o rubata da una chiesa. Ciò accadeva quando nelle nostre chiese non erano ancora utilizzate le panche di legno, i cosiddetti banchi, per cui si prendeva a noleggio con una somma simbolica una sedia da “lu siggiaru” o “la siggiara”), che viene afferrata dalla fattucchiera e poi fatta roteare sospesa su un solo piede. Nel fare tutto ciò vengono pronunciati alcuni antichi scongiuri.
Il Chiamo della Sedia ha molteplici finalità. In genere, ha lo scopo di vincere la volontà di una persona, per cui viene utilizzata per rafforzare le fatture amorose. Viene anche utilizzata per far ritornare a casa le persone che ritardano e, ancora, per curare alcune malattie, fra le quali anche l’emicrania.
E’ un rituale che si ritiene a torto di origine napoletana: tutti gli scongiuri popolari, infatti, non hanno un’origine e/o una provenienza ben precisa, essendo il portato di una lunga tradizione fatta di “lasciti” e di una diffusione orale capillare, nonché espressione di una medesima cultura che accomuna diversi popoli.
Rileva, in ogni caso, la circostanza che esso sia molto diffuso in Sicilia, ove veniva praticato con grande naturalezza tra la gente di paese o dei quartieri popolari: («Cummari, c’ha facissi ‘a seggia a me maritu ca avi tri ghiorna ca non s’arricogghi!», la cui traduzione è la seguente: «Comare, gliela fate la sedia a mio marito che ha tre giorni che non ritorna!»).
Come avviene di solito, esistono diverse varianti dello scongiuro, alcune delle quali si riducono a pochi versetti. Il fatto, quindi, che esso sia più o meno lungo non costituisce un sintomo sicuro della sua autenticità.

Ecco alcuni chiami che venivano praticati anticamente e che vengono riportati nella storiografia delle tradizioni popolari siciliane:

“Gira lignu,
gira pignu,
gira mari,
gira sari,
‘a mirulla a me maritu (o a me mogghi)
ci avi a vutari,
ri beni no ri mari.”
(Randazzo, provincia di Catania)

Traduzione:

“Gira legno,
gira pigna,
gira mare,
gira sale,
il cervello a mio marito (o a mia moglie)
gli si deve girare*,
a fin di bene no a fin di male.”

*(“far girare o far perdere la testa”).

Se tali versi sono recitati per il fidanzato si aggiunge:

“chi prestu m’avi a spusari” (“che presto mi deve sposare”). Contemporaneamente si fa girare la sedia imprimendole il movimento con la mano sinistra. Gira la sedia e gira il cervello “’a mirulla”, della persona amata.

In un altro “Chiamo della Sedia”, il Diavolo deve andare a prendere l’uomo amato:

“Vota lignu,
vota navi,
vota suli:
diavulu, a lu Tali e Tali,
pirchì è duru comu un pignu,
pirchì è granni quantu un mari,
pirchì è lu primu amuri,
mi l’ha’ ghiri a pigghiari.”
(Acireale, provincia di Catania)

Traduzione:

“Gira legno,
gira nave,
gira sole:
diavolo al (Nome) e (Nome),
perché è duro come una pigna,
perché e grande quanto il mare,
perché è il primo amore,
me lo devi andare a prendere.”

Uno dei modi con i quali si poteva procedere era il seguente: per nove giorni consecutivi, all’alba, a mezzogiorno e a mezzanotte, la fattucchiera prendeva una sedia di legno, la faceva roteare vorticosamente su di un piede solo, mentre recitava i potenti “Chiami” che servivano a rendere sottomessa la persona alla quale i chiami stessi erano destinati.
Lo scongiuro poteva avvenire alla presenza di chi lo aveva chiesto (in genere mogli abbandonate o male femmine che volevano rompere la serenità matrimoniale altrui), che rimaneva in “religioso silenzio” mentre venivano recitate le parole che componevano lo scongiuro.

(Cfr., per alcuni riferimenti, la pagina facebook di: “Preghiere e scongiuri popolari siciliani”. I due “Chiami della Sedia”, sono tratti da: “Scongiuri del Popolo Siciliano, di Giuseppe Bonomo).

Gioielli e amuleti sardi contro il Malocchio

Dalla credenza che il malocchio si trasmetta tramite le sguardo, l’antidoto: oggetti di forma circolare capaci di ricordare il bulbo oculare e in grado di sostituire quello della vittima, attirando e trattenendo quanto a questa indirizzato.

Amuleto sardo

Girovagando per l’isola, da nord a sud e da bancarella a raffinata gioielleria, si può incappare in ciondoli, orecchini e bracciali tutti raffiguranti il medesimo simbolo: una pietra nera (onice od ossidiana) incastonata in due coppette d’argento. Quello che, forse, pochi sanno è che, prima di essere un gioiello, la sabegia (coccu/kokku o pinnadellu, a seconda delle zone di provenienza e produzione) è un antichissimo amuleto della tradizione sarda composto da argento e pietre dure. Leggi tutto “Gioielli e amuleti sardi contro il Malocchio”

Creare Sigilli, il Metodo di Austin Osman Spare

Esistono numerosi tipi di sigilli: sigilli planetari, sigilli contenenti nomi divini e incantesimi, altri simboli di potere e immagini sacre. In questo articolo, vedremo uno degli utilizzi più moderni del sistema dei sigilli, ovvero il metodo di creazione e di utilizzo ideato da Austin Osman Spare.

austin_osman_spareAustin Osman Spare fu forse la figura più importante del movimento della Chaos Magick, una corrente dell’esoterismo contemporaneo che si fonda sul rifiuto del dogmatismo della magia cerimoniale, pur talvolta riprendendone concetti e strutture in maniera eclettica, spesso trasformandole radicalmente. Quello che la Magia del Caos e la stregoneria hanno in comune è l’approccio spesso viscerale alla pratica magica e la fede nel precetto ‘se funziona, usalo’. Leggi tutto “Creare Sigilli, il Metodo di Austin Osman Spare”

La Bambola del Comando

Fino al momento del battesimo, la bambola non è altro che un simulacro di cera. E’ quando la battezziamo che creiamo il legame psichico e spirituale tra il materiale e la persona

13-50-51Questa operazione magica, che raccoglie elementi rituali della magia popolare cosi’ come della magia dei grimori,  serve a fare esattamente quello che c’è scritto sull’etichetta: costruire un simulacro, una dagida, con lo scopo di acquisire influenza su qualcuno in modo da guidarne le azioni e i pensieri.

Leggi tutto “La Bambola del Comando”

La Strega, il Cerchio e il Grimorio

“In the performance of it, magic feels supremely ancient. Even its most modern iterations feel like they were old when the world was new. Intellectually we know this is not the case, but we also know somehow that it probably is.” (Gordon White, Star.Ships)

grimoireIl primo, vero, rituale di stregoneria che ho mai messo in pratica è stato un cerchio magico. Nonostante all’epoca la wicca monopolizzasse più o meno tutto quello che passava per ‘stregoneria’, all’epoca, il mio primo cerchio magico non fu un cerchio wiccano. La piccola biblioteca del mio paese, infatti, per una qualche ragione oscura, conservava una copia di un libro di ‘formule e rituali magici’:una raccolta di rituali, scongiuri e preghiere da fonti diverse, ritrascritte e ammucchiate in un unico tomo per la praticità dello sventurato lettore.

Leggi tutto “La Strega, il Cerchio e il Grimorio”

Forgiare il Corpo della Strega, Peter Grey

Il testo seguente è la traduzione del discorso di Peter Grey alla Occult Conference a Londra il 18 giugno 2016. Il testo originale è sul sito di Scarlet Imprint, che ringraziamo per la gentile condivisione. 

13499751_1196404973755874_1134682889_o (1)La stregoneria è un lavoro del corpo, dei suoi processi e dei suoi sogni. Un groviglio narcolettico del palpabile e dell’invisibile, che palpita qui. Pronuncio un incanto per capello e per sangue, per pelle e per vena, ai muscoli, alla carne, agli organi e alle ossa. Il mio scopo: vestire il lavoro della strega del corpo dal quale è scappato impaurito, respinto, o dal quale il dolore l’ha scacciato.

Entriamo nella stregoneria nell’infanzia, morbidi come cera. Negli incontri con l’inesplicabile fatti di ripetizioni e richiami. Lo sguardo è spesso rivolto a soglie immaginifiche, a avventure libresche che continuano nei sogni. Leggi tutto “Forgiare il Corpo della Strega, Peter Grey”

Red Meal, il Pasto Sacro

 

redmeal

C’è una pratica che mi incuriosisce molto e che sto iniziando ad approcciare. Mi piacerebbe condividere alcune riflessioni, nella speranza di poter avere anche da voi suggerimenti, perché io al momento non ne son venuto esattamente a capo.

Parlo del Pasto Sacro o Red Meal, come ho potuto leggere per la prima volta da Robin Artisson. In breve questo rito è (o dovrebbe essere) un modo per accedere agli Inferi attraverso un sacrificio. Leggi tutto “Red Meal, il Pasto Sacro”

I Salmi – Dalla magia cerimoniale alla stregoneria delle campagne

Pietà di me, Signore, sono sfinito; guariscimi, Signore: tremano le mie ossa. Trema tutta l’anima mia.

Una brevissima introduzione
salmiQuello dei salmi è uno dei libri che compongono la Bibbia ebraica e cristiana. In ebraico è chiamato ”Sepher Theillim”, che si tradice come ”libro delle laudi”. Consta di 150 capitoli e ogni salmo ha, nella tradizione religiosa, un valore diverso. Ogni salmo può essere considerato come un inno di lode, di supplica o una meditazione sapienziale. Al giorno d’oggi ancora non si hanno certezze su quale sia la vera origine dei salmi, tuttavia sembrerebbe che la cultura egizia e quella assiro-babilonese, abbiano influenzato pesentemente la loro composizione. Leggi tutto “I Salmi – Dalla magia cerimoniale alla stregoneria delle campagne”

Commentario / La Caccia e il Segugio, Parte 4

Questo articolo in quattro parti è stato pubblicato inizialmente in inglese sul sito Gods and Radicals.  

La Caccia

I

Sono in piedi su una spiaggia di sassi. Di fronte c’è un lago immerso

Lulworth Cove, da godsandradicals.org
Lulworth Cove, da godsandradicals.org

nell’oscurità, di fianco un fuoco. Intorno al fuoco danzano crani di cervo senza corpo. Si muovono con delicatezza intorno al fuoco, le loro facce mi guardano pallide. Li ho già visti, esattamente un anno fa – un cranio di cervo che aleggia nella mia visione, persistente, mi intralcia. Quella fu la prima volta che mi si presentò, e da allora so chi è. È restato con me da allora. E’ qui adesso, dall’altro lato del fuoco, un cranio di cervo sul volto e un’ombra oscura intorno. Cammino intorno al fuoco, tra quei crani di cervo danzanti, e mi porto di fianco ad egli.  Leggi tutto “Commentario / La Caccia e il Segugio, Parte 4”