‘U Chiamu d’a Seggia nella Tradizione Popolare Siciliana

Gira lignu,gira pignu,gira mari,gira sari,‘a mirulla a me maritu,ci avi a vutari, ri beni no ri mari.

L’articolo seguente è apparso in origine sulla pagina facebook Benedicaria, che ringraziamo per la condivisione. Puoi  anche seguire Benedicaria sul suo blog.

Il Chiamo della Sedia, detto ‘U Chiamu d’a Seggia nel dialetto siciliano, viene ancora oggi praticato in Sicilia e nel meridione in genere. L’antico rituale prevede l’utilizzo di una sedia di legno con la seduta in paglia (tradizionalmente veniva utilizzata una sedia presa o rubata da una chiesa. Ciò accadeva quando nelle nostre chiese non erano ancora utilizzate le panche di legno, i cosiddetti banchi, per cui si prendeva a noleggio con una somma simbolica una sedia da “lu siggiaru” o “la siggiara”), che viene afferrata dalla fattucchiera e poi fatta roteare sospesa su un solo piede. Nel fare tutto ciò vengono pronunciati alcuni antichi scongiuri.
Il Chiamo della Sedia ha molteplici finalità. In genere, ha lo scopo di vincere la volontà di una persona, per cui viene utilizzata per rafforzare le fatture amorose. Viene anche utilizzata per far ritornare a casa le persone che ritardano e, ancora, per curare alcune malattie, fra le quali anche l’emicrania.
E’ un rituale che si ritiene a torto di origine napoletana: tutti gli scongiuri popolari, infatti, non hanno un’origine e/o una provenienza ben precisa, essendo il portato di una lunga tradizione fatta di “lasciti” e di una diffusione orale capillare, nonché espressione di una medesima cultura che accomuna diversi popoli.
Rileva, in ogni caso, la circostanza che esso sia molto diffuso in Sicilia, ove veniva praticato con grande naturalezza tra la gente di paese o dei quartieri popolari: («Cummari, c’ha facissi ‘a seggia a me maritu ca avi tri ghiorna ca non s’arricogghi!», la cui traduzione è la seguente: «Comare, gliela fate la sedia a mio marito che ha tre giorni che non ritorna!»).
Come avviene di solito, esistono diverse varianti dello scongiuro, alcune delle quali si riducono a pochi versetti. Il fatto, quindi, che esso sia più o meno lungo non costituisce un sintomo sicuro della sua autenticità.

Ecco alcuni chiami che venivano praticati anticamente e che vengono riportati nella storiografia delle tradizioni popolari siciliane:

“Gira lignu,
gira pignu,
gira mari,
gira sari,
‘a mirulla a me maritu (o a me mogghi)
ci avi a vutari,
ri beni no ri mari.”
(Randazzo, provincia di Catania)

Traduzione:

“Gira legno,
gira pigna,
gira mare,
gira sale,
il cervello a mio marito (o a mia moglie)
gli si deve girare*,
a fin di bene no a fin di male.”

*(“far girare o far perdere la testa”).

Se tali versi sono recitati per il fidanzato si aggiunge:

“chi prestu m’avi a spusari” (“che presto mi deve sposare”). Contemporaneamente si fa girare la sedia imprimendole il movimento con la mano sinistra. Gira la sedia e gira il cervello “’a mirulla”, della persona amata.

In un altro “Chiamo della Sedia”, il Diavolo deve andare a prendere l’uomo amato:

“Vota lignu,
vota navi,
vota suli:
diavulu, a lu Tali e Tali,
pirchì è duru comu un pignu,
pirchì è granni quantu un mari,
pirchì è lu primu amuri,
mi l’ha’ ghiri a pigghiari.”
(Acireale, provincia di Catania)

Traduzione:

“Gira legno,
gira nave,
gira sole:
diavolo al (Nome) e (Nome),
perché è duro come una pigna,
perché e grande quanto il mare,
perché è il primo amore,
me lo devi andare a prendere.”

Uno dei modi con i quali si poteva procedere era il seguente: per nove giorni consecutivi, all’alba, a mezzogiorno e a mezzanotte, la fattucchiera prendeva una sedia di legno, la faceva roteare vorticosamente su di un piede solo, mentre recitava i potenti “Chiami” che servivano a rendere sottomessa la persona alla quale i chiami stessi erano destinati.
Lo scongiuro poteva avvenire alla presenza di chi lo aveva chiesto (in genere mogli abbandonate o male femmine che volevano rompere la serenità matrimoniale altrui), che rimaneva in “religioso silenzio” mentre venivano recitate le parole che componevano lo scongiuro.

(Cfr., per alcuni riferimenti, la pagina facebook di: “Preghiere e scongiuri popolari siciliani”. I due “Chiami della Sedia”, sono tratti da: “Scongiuri del Popolo Siciliano, di Giuseppe Bonomo).

Gioielli e amuleti sardi contro il Malocchio

Dalla credenza che il malocchio si trasmetta tramite le sguardo, l’antidoto: oggetti di forma circolare capaci di ricordare il bulbo oculare e in grado di sostituire quello della vittima, attirando e trattenendo quanto a questa indirizzato.

Amuleto sardo

Girovagando per l’isola, da nord a sud e da bancarella a raffinata gioielleria, si può incappare in ciondoli, orecchini e bracciali tutti raffiguranti il medesimo simbolo: una pietra nera (onice od ossidiana) incastonata in due coppette d’argento. Quello che, forse, pochi sanno è che, prima di essere un gioiello, la sabegia (coccu/kokku o pinnadellu, a seconda delle zone di provenienza e produzione) è un antichissimo amuleto della tradizione sarda composto da argento e pietre dure. Leggi tutto “Gioielli e amuleti sardi contro il Malocchio”

Crisma de l’Orcu

L’idea è quella di creare un olio che possa connettere chi lo usa con gli spiriti che abitano un certo luogo.

Donn Kenn

La preparazione e l’uso di questo olio fa parte di tutta una serie di pratiche che uso per entrare in contatto con i poteri di un certo luogo.
La stregoneria è spesso questione di scambi, va da se che per accedere a questi poteri, è necessaria dedizione e cura. Leggi tutto “Crisma de l’Orcu”

Creare Sigilli, il Metodo di Austin Osman Spare

Esistono numerosi tipi di sigilli: sigilli planetari, sigilli contenenti nomi divini e incantesimi, altri simboli di potere e immagini sacre. In questo articolo, vedremo uno degli utilizzi più moderni del sistema dei sigilli, ovvero il metodo di creazione e di utilizzo ideato da Austin Osman Spare.

austin_osman_spareAustin Osman Spare fu forse la figura più importante del movimento della Chaos Magick, una corrente dell’esoterismo contemporaneo che si fonda sul rifiuto del dogmatismo della magia cerimoniale, pur talvolta riprendendone concetti e strutture in maniera eclettica, spesso trasformandole radicalmente. Quello che la Magia del Caos e la stregoneria hanno in comune è l’approccio spesso viscerale alla pratica magica e la fede nel precetto ‘se funziona, usalo’. Leggi tutto “Creare Sigilli, il Metodo di Austin Osman Spare”

La Strega, il Cerchio e il Grimorio

“In the performance of it, magic feels supremely ancient. Even its most modern iterations feel like they were old when the world was new. Intellectually we know this is not the case, but we also know somehow that it probably is.” (Gordon White, Star.Ships)

grimoireIl primo, vero, rituale di stregoneria che ho mai messo in pratica è stato un cerchio magico. Nonostante all’epoca la wicca monopolizzasse più o meno tutto quello che passava per ‘stregoneria’, all’epoca, il mio primo cerchio magico non fu un cerchio wiccano. La piccola biblioteca del mio paese, infatti, per una qualche ragione oscura, conservava una copia di un libro di ‘formule e rituali magici’:una raccolta di rituali, scongiuri e preghiere da fonti diverse, ritrascritte e ammucchiate in un unico tomo per la praticità dello sventurato lettore.

Leggi tutto “La Strega, il Cerchio e il Grimorio”