Breve Storia del Curanderismo (III): Malattia e Guarigione

Per il “pan-indianismo” precolombiano, l’universo non è un’accozzaglia di elementi separati tra loro blandamente collegati da leggi fisico-chimiche nate dalla casualità ma un mastodontico essere cosciente di cui ogni cosa esistente fa parte, una festa a cui tutti partecipano.

Questa é la terza e ultima parte della serie “Breve storia del curanderismo”. Clicca qui per leggere la prima parte, e qui per la seconda. 

Come abbiamo visto, il Curanderismo è una disciplina di cura “olistica” inserita all’interno della filosofia del Nahui ollin teotl. Per il “pan-indianismo” precolombiano, l’universo non è un’accozzaglia di elementi separati tra loro blandamente collegati da leggi fisico-chimiche nate dalla casualità. L’universo è un mastodontico essere cosciente di cui ogni cosa esistente fa parte, una festa a cui tutti partecipano. La separazione è un errore percettivo e la malattia insorge nel momento in cui si verifica una frattura tra questo mondo vivente, abitato da spiriti con i quali è possibile interagire, e l’essere umano. Per ristabilire questa connessione, i curanderos agiscono su tutti i livelli contemporaneamente.

Nel Curanderismo viene riconosciuta una distinzione tra quelli che sono i disturbi di competenza dei medici “ufficiali” e quelli che sono i disturbi di competenza dei curanderos. Molti di questi (malocchio, vento, magia nera, spavento, invidia) compaiono anche nelle culture popolari europee.

Disturbi fisici

La medicina tradizionale mexica attribuisce alle malattie fisiche le qualità di freddo o caldo, pertanto per trattarle è necessario ricorrere a rimedi classificati secondo la qualità opposta. Ad esempio, la febbre (malattia calda) si tratta con l’origano, considerata un’erba fredda. L’impotenza, considerata una malattia fredda, viene spesso trattata con unguenti a base di datura inoxia, una pianta “calda”.

Le qualità calde o fredde determinano anche il periodo di raccolta delle piante medicinali. Le piante fredde vengono collezionate durante il periodo estivo della canicola (fine agosto – metà settembre).

  • Rabbia (enojo)

La rabbia viene considerata una malattia in grado di danneggiare il sistema corpo-spirito-mente. Per questo, soprattutto se cronicizzata, viene trattata con le erbe (per alleggerire i danni allo stomaco, per esempio), con i massaggi e con la cerimonia di pulizia energetica chiamata “limpia”.

  • Blocco (empacho)

L’empacho è il blocco intestinale. È una malattia che in genere colpisce i bambini e viene curato soprattutto con i massaggi o con sedute di imposizione delle mani, più raramente con i lassativi.

  • Vento (mal aire)

Il Mal aire è il classico “colpo d’aria” o, come viene alternativamente chiamato in Messico, “malo viento”. Si manifesta tramite infreddature, mal d’orecchie, paralisi facciali, della schiena o del collo. I Mexica utilizzavano questa descrizione per indicare presumibilmente batteri trasportati dal vento. I Totonachi sono invece convinti che il mal aire sia lanciato dai signori del mondo sotterraneo attraverso le caverne che pongono in relazione il mondo degli spiriti con quello degli esseri viventi. L’antropologo Timothy Knab, nel suo libro “Una guerra di streghe” attribuì la causa della fama mortifera del mal aire alla “malattia dei pipistrelli”, una forma di tubercolosi che si sviluppa nel guano di questi animali.

Sulla Sierra Mazateca, come evidenziato dal documentario di Manuela Tarsi “Pilar, historia de una curandera”, è diffusa la credenza che il mal aire sia generato dagli spiriti dei morti che non trovano pace e che tentano di uccidere i viandanti per avere compagnia. I raccoglitori di erbe sono particolarmente esposti a questo pericolo, dal quale si difendono tramite specifici rituali prima di partire alla raccolta delle erbe per impedire al vento di farli ammalare. Quando incontrano lo spirito di un defunto inquieto lo benedicono per aiutarlo a trovare la via del regno spirituale e conforto.

Disturbi sociali

Per il Curanderismo, la salute dipende da un buon rapporto con i propri antenati e la propria comunità, in quanto sono proprio questi due elementi che orientano e danno un senso alla vita del singolo. In modo più ampio, anche il rapporto con la famiglia allargata delle piante, degli animali, dei minerali e degli spiriti contribuisce a mantenere il benessere individuale.

  • Invidia (envidia) – malocchio (mal de ojo) e sfortuna (malasuerte)

Come nella medicina popolare europea, l’invidia è vista dai curanderos come una vera e propria energia che può essere proiettata, anche inconsciamente, attraverso lo sguardo. È parente del mal de ojo (ovvero il malocchio) che nell’accezione dei curanderos è un disturbo che può colpire soprattutto i bambini quando vengono troppo manipolati o esposti a stress, e della mala suerte (la sfortuna), nella quale si incappa essenzialmente in due modi: 1) coltivando pensieri negativi e che vanno quindi a influenzare negativamente la nostra capacità di azione nel mondo 2) infrangendo dei tabù sociali, che possono variare da pueblo a pueblo, che fanno arrabbiare gli spiriti.

Tutte e tre queste manifestazioni del “disturbo sociale” vengono trattati con l’utilizzo di bagni a base di erbe e limpie che prevedono l’utilizzo di uova crude. I codici aztechi mostrano immagini di pulizia energetica effettuati con mazzi di piante che probabilmente avevano anche caratteristiche chimiche che le rendevano utili nel curare stati di ansia o depressione causati dall’infrazione di qualche tabù. L’utilizzo di un elemento simbolico come l’uovo, in epoca moderna, mi fa pensare che non solo questa specifica tecnica di limpia, ma anche i concetti di invidia e malocchio, provengano in realtà dalla magia europea.

Disturbi spirituali

Anche il regno spirituale influenza lo stato di una persona o di una comunità. Uno spavento, per esempio, può annidarsi nel corpo e impedire o ritardare la guarigione, minando così l’energia globale del corpo. Inoltre, la magia nera può provocare malattie e i traumi possono distruggere l’equilibrio dell’anima.

  • Spavento (espanto)

Come nella mitologia popolare nostrana, lo spavento può imprimersi nel corpo di una persona e fare in modo che un trauma non passi. Esistono infinite segnature che curano questo stato della persona che, se non curato per tempo, può portare anche a conseguenze molto gravi. Lo spavento è un altro di quegli elementi che, secondo me, provengono dalla cultura europea in quanto nella tradizione nativa esisteva già un equivalente: il susto o perdita dell’anima, che vedremo più avanti.

  • Magia nera (brujeria)

La parola “bruja” deriverebbe da un termine presumibilmente iberico e preromano che indica gli spilli, i chiodi e più in generale gli oggetti appuntiti. Per estensione è stato utilizzato per indicare coloro che infliggono spilli in figurine al fine di produrre malefici. Al giorno d’oggi descrive più in generale coloro che lavorano la magia. Essere un brujo o una bruja non significa necessariamente essere malvagi. Allo stesso tempo, però, purtroppo esistono anche trabajadores de magia che si dilettano in malefici e nella loro rimozione (a prezzi mostruosamente alti).

La classica bambola piena di spilli agisce per la sua capacità di comunicare a un livello sottile, subconscio. Detto in modo semplice: anche se il brujo mesoamericano non si espone direttamente, fa in modo che la sua vittima sappia di essere sotto l’effetto di una maledizione per fare in modo che si spaventi e si autodistrugga grazie alla paura e alla propria immaginazione.

Non tutti i curanderos credono realmente nell’efficacia della magia nera ma molti dei loro clienti sì, e anche solo per effetto nocebo, la magia nera agisce. Che il curandero creda o non creda al potere dei malefici, sa che esiste una relazione tra il pensiero e la realtà che il soggetto crea tramite esso e non giudicherà il proprio cliente per le proprie credenze. In genere, per “curare” i malefici si operano una o più limpie, in casi più gravi si può ricorrere al temazcal o alle cerimonie di medicina. Utilizzano come cura e come prevenzione la preghiera, in quanto che sia rivolta ad un’impersonale energia cosmica, a una raffigurazione della divinità quali possono essere Gesù e Maria, agli antenati o alle forze della natura, ha la capacità di calmare la mente e vanificare la brujeria. I curanderos sono soliti ricompattare il proprio campo energetico fumigandosi con la salvia bianca, una pianta dal valore purificatorio tipicamente americana (in Europa può essere sostituita dal rosmarino o dalla lavanda), “tagliano” simbolicamente con un coltello di ossidiana i filamenti energetici altrui rubati durante l’interazione sociale per restituirli al mittente, o cancellano gli apprendimenti percettivi strofinandosi sul corpo una pietra di ametista. Tutte queste sono pratiche di igiene personale quotidiana che possono essere applicate da tutti al mattino o alla sera.

  • Perdita d’anima (susto)

Nelle culture native, in seguito a traumi quali possono essere uno stupro, un aborto o un incidente, l’anima si può frammentare e disperdere. I “pezzi” d’anima scappano nel mondo dei sogni e lì continuano a vivere una propria vita in cui il trauma non si è verificato o il proprio inferno in cui il motivo del trauma non passa mai e viene rivissuto di continuo. In realtà, secondo la tradizione, tutti perdono frammenti d’anima nelle relazioni sociali oltre che nei traumi, per questo sono stati elaborati una serie di metodi per conservare un’igiene “energetica”.

L’influenza dell’anima sulla salute non è una prerogativa solo delle culture nativo-americane. Gli africani, durante la deportazione, trovarono una grande somiglianza con la propria cultura d’origine. Concezioni analoghe esistono in Asia, presso i popoli di origine mongolica e tibetana, e persino nelle conoscenze delle streghe europee.

La perdita d’anima impedisce di accedere alla completezza della propria energia e sul lungo termine va a minare i meccanismi d’equilibrio e autoguarigione del corpo, portando a disturbi di natura fisica oltre che ansia, depressione e pazzia. I curanderos moderni sanno che i disturbi della personalità o alcune forme di disturbo mentale non sono derivanti da cause animiche ma da disequilibri chimici e che vanno quindi curati con i farmaci. In quei casi confortano il cliente e gli fanno notare che esistono molte malattie che richiedono una cura costante (come il diabete) e che non c’è nulla di vergognoso nell’assumere farmaci per il loro benessere.

Conclusioni

Il Curanderismo, come qualunque manifestazione culturale moderna del continente americano, affonda le proprie radici in una miriade di terreni. In questi articoli abbiamo sorvolato un panorama vastissimo, toccando solo la superficie dell’argomento e abbiamo volontariamente toccato solo gli aspetti più luminosi.

Essendo un mondo composito e ancorato ai territori dello spirito, il Curanderismo come i suoi cugini più prossimi, l’Hoodoo e la Stregoneria, sfugge (fortunatamente) a categorizzazioni opprimenti, a verità assolute reclamate dal messia di turno e alla possibilità di finire sotto copyright. Come contraltare, questa grande libertà, lascia ampi spazi di manovra a persone dalle intenzioni poco limpide. Gli “sciamani”[1] tradizionali dell’America latina (ma anche degli USA) non sono i santoni new age vestiti di bianco, addobbati come alberi di natale di cristalli, che affollano i centri olistici dell’occidente. Sono donne e uomini comuni in grado di esprimere debolezze o virtù comuni, spesso appartenenti a fasce sociali “basse”, che per i motivi più disparati si trovano ad avere un dono che possono usare per aiutare o sottomettere la collettività. Nel sottobosco del Curanderismo trovano spazio anche praticanti truffaldini, pronti a chiedere lo stipendio di un mese per un servigio che gli chiede un quarto d’ora di lavoro, e curanderos che vendono incantesimi d’amore o promettono di tenere i nemici dei propri clienti incatenati al vizio lasciando feticci che li rappresentano in ammollo in bottiglie d’alcool o in barattoli di cocaina.

Fortunatamente, non è tutto così oscuro, come dimostra il caso di Elena Avila, autrice di “Woman who glows in the dark”, curandera e infermiera specializzata nei casi psichiatrici. Sul territorio americano, sia nel nord che nel sud, da diversi anni, in molte facoltà di medicina e ospedali, vengono studiate l’importanza del background culturale e delle pratiche “folk” nel processo di guarigione. Sono molti i curanderos che collaborano con figure della medicina ufficiale, che si battono affinché il Curanderismo e altri sistemi sincretici possano uscire dalla zona di penombra delle medicine “alternative” o “complementari” in cui la cultura bianca li ha relegati.

 

Bibliografia essenziale

  • Maurizio Romanò, Nei cieli del Messico, Xenia edizioni.
  • Elena Avila, Woman who glows in the dark, Tracher Putnam.
  • Timothy J. Knab, Una guerra di streghe, Sonzogno.
  • Armando Torres, Gli insegnamenti di Carlos Castaneda e altri stregoni, Tlon.
  • Manuela Tersi, Rimedi sciamanici, Ventura Edizioni.
  • Rosita Arvigo, Sastun, Adea.

[1] Parola occidentalissima che in genere li fa infuriare!

Forgiare il Corpo della Strega, Peter Grey

Il testo seguente è la traduzione del discorso di Peter Grey alla Occult Conference a Londra il 18 giugno 2016. Il testo originale è sul sito di Scarlet Imprint, che ringraziamo per la gentile condivisione. 

13499751_1196404973755874_1134682889_o (1)La stregoneria è un lavoro del corpo, dei suoi processi e dei suoi sogni. Un groviglio narcolettico del palpabile e dell’invisibile, che palpita qui. Pronuncio un incanto per capello e per sangue, per pelle e per vena, ai muscoli, alla carne, agli organi e alle ossa. Il mio scopo: vestire il lavoro della strega del corpo dal quale è scappato impaurito, respinto, o dal quale il dolore l’ha scacciato.

Entriamo nella stregoneria nell’infanzia, morbidi come cera. Negli incontri con l’inesplicabile fatti di ripetizioni e richiami. Lo sguardo è spesso rivolto a soglie immaginifiche, a avventure libresche che continuano nei sogni. Leggi tutto “Forgiare il Corpo della Strega, Peter Grey”