Segreto per far comparire tre Spiriti nella vostra stanza dopo cena

«ha fatto comprare incenso benedetto per affumigare la stanza e preparare una tavola e altri oggetti superstiziosi, dicendo che sarebbero venute le Streghe a mangiare e danzare»

Pubblichiamo con un piacere uno scritto di Benedicaria, il ‘Segreto per far comparire sotto forma di Damigelle o Gentiluomini tre Spiriti nella vostra stanza dopo cena‘, in cui si incontrano le tradizioni popolari siciliane e la magia dei grimori.

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Anche i Grimori (libri di Magia Cerimoniale) riportano i metodi che si usavano per chiamare (evocare) le “Dominae Nocturnae” (Signore della Notte), le quali nell’Ottocento l’etnologo palermitano Giuseppe Pitrè rinveniva in maniera diffusa nella Magia Popolare Siciliana con diversi nomi: «Le Donni di Fuora, dette pure Donni di Locu, Dunnuzzi di Locu, Donni di Notti, Donni di Casa, Donni, Dunzelli, Signuri, Belli Signuri, Patruni di Casa, Patruni du’ Locu, Diu l’accrisci, sono esseri soprannaturali, un po’ Streghe, un po’ Fate».
Il Beato Giacomo (Iacopo) da Varazze, già nel XIII secolo (1200), racconta di alcuni contadini che avevano ospitato San Germano e che – dopo la cena – riapparecchiavano la tavola per “le buone donne che vengono di notte”.

Nelle “Relaciones de causas” – che sono dei sunti dei processi dell’Inquisizione spagnola in Sicilia – vengono descritti alcuni Rituali di Magia Popolare per chiamare le “Belle Signore”. Ad esempio, Vincenzo Chimilinga, Uomo di Fora, guaritore e allievo delle Streghe-Medichesse, chiamato presso un malato, «ha fatto comprare incenso benedetto per affumigare la stanza e preparare una tavola e altri oggetti superstiziosi, dicendo che sarebbero venute le Streghe a mangiare e danzare».
Una ritualità simile è seguita dal sarto Vincenzo Librino, il quale, dopo aver visitato una malata, ha affermato che era molto grave perché stregata, ma si poteva salvare. Ha fatto apparecchiare la tavola davanti al letto, con tovaglia, piatti, miele, pane e un cembalo per rallegrare la malata e le Streghe quando fossero venute.
Margherita Cordice – denunciata da sette donne fra cui una inamidatrice e una locandiera -, chiamata a guarire una malata, ha fatto imbandire una tavola in cui compare un coltello col manico nero, prescritto nei libri più importanti di negromanzia, fra cui “La Clavicola di Salomone”.
Nella seconda metà del Seicento cade nelle maglie del Tribunale inquisitoriale Lucrezia Natale, di Milazzo, Donna di Fora di trent’anni, che, chiamata da una donna per trovare un tesoro, si è vantata di essere del numero delle Streghe, di aver fatto un perfumo con incenso, palma e acqua benedetta, di aver imbandito una tavola per le Streghe con pietanze senza sale, pesce arrostito, acqua odorosa e tre candele accese.

Il seguente Rituale di Magia Cerimoniale, è tratto dal “Grimorio di Papa Onorio” (1629), dal “Grimorium Verum” (1817) e dal “Gran Grimoire” (1821), che vantano tutti l’appartenenza alla famosa “Clavicola di Salomone”:

Preparazione

– “Sii casto per tre giorni, e sarai elevato
– “Per tre giorni non si deve mangiare carne, né cibi grassi, né latticini1

Il quarto giorno (di primo mattino) voi stessi pulirete la vostra stanza (subito appena alzati dal letto e vestiti), il tutto a digiuno e farete in modo che per tutta la giornata nessuno vi entri e che non vi sia nulla di appeso al muro, né abiti, né cappelli, né gabbie di uccelli, né tende alla finestra, né al letto e soprattutto si mettano lenzuoli bianchi e freschi di bucato. 2
“Soprattutto, ogni cosa deve essere pulitissima.” 3

Cerimonia

Dopo aver cenato (mangiando insalata amara e bevuto vino bianco), recati in segreto nella stanza pulita e preparata, accendi un fuoco 4, metti una tovaglia bianca e pulita sul tavolo 5, tre sedie intorno ad esso e davanti ad esse, sempre sul tavolino, tre pani di frumento e tre bicchieri di acqua chiara e fresca, poi metti una poltrona o una sedia accanto al tuo letto, successivamente ti coricherai dicendo le seguenti parole di questa.

Invocazione o Scongiuro

Prima versione:
«Besticitum consolatio veni ad me vertat Creon, Creon, Creon, cantor laudem omnipotentis et non commentur. Stat superior carta bient laudem omviestra principiem da montem et inimicos meos o prostatiis vobis et mibi dantes que passium fieri sincisibus».
(tratta dal libro “Magia Pratica”, ed. Mediterranee)

Seconda versione:
«Besticitum consolatio veni ad me vertui Creon, Creon, Creon, cantar laudem omnipotemtis et non commentur. Stat superior carta bien laudem omniesta principiem da montem et inimicos meos o prostantis vobis et mihi dantesque passium fieri suicibus».
(tratta da “Il Libro della Magia Cerimoniale”, ed. Rebis)

Ne “Il Secondo Libro del Comando o l’Arte di evocare gli Spiriti”, di Enrico Cornelio Agrippa (Ed. Mediterranee), così è scritto: «s’invocherà il nome di Flegetonta, imperatrice del regno infernale e madre delle potenze sotterranee».
Il Flegetonte (Flegetonta) è uno dei fiumi che scorrono nell’Ade, l’oltretomba nella mitologia greca. Il suo nome significa “fiume del fuoco”. È il terzo dei fiumi dell’Inferno nella “Divina Commedia” di Dante Alighieri nel XIV canto dell’Inferno.

Giungeranno e si sederanno vicino al fuoco (o vicino alla fiamma delle candele), tre Damigelle o tre Gentiluomini, a seconda di chi fa la cerimonia. Infatti, se è un uomo appariranno le prime, mentre se è una donna gli altri. Coloro che giungeranno berranno e mangeranno, ringraziando poi chi li ha accolti, alla fine tireranno a sorte per sapere chi di loro rimarrà presso di te, lei o lui sederà sulla poltrona o sedia che le avrai preparato vicino al tuo letto e resterà a favellare con te fino a mezzanotte. A quell’ora se ne andrà con le sue compagne senza che vi sia bisogno di congedarle 6. Le altre due se ne staranno vicino al fuoco (o vicino alla fiamma delle candele) mentre l’altra sarà a parlare con te. Le chiederai qualsiasi cosa su quell’arte o scienza, o su qualsiasi altra cosa tu vorrai, e lei ti risponderà in maniera veritiera, tu puoi anche domandarle se conosce qualche tesoro nascosto, in quel caso ti insegnerà il luogo e l’ora opportuni per prenderlo. Tutte e tre ti accompagneranno e ti difenderanno da quegli Spiriti Infernali che potrebbero essere in possesso del tesoro. Quand’ella si congederà da te, ti farà dono di un anello che se lo porterai al dito ti renderà fortunato al gioco, se invece lo metterai al dito di una donna o di una fanciulla, potrai ottenere da lei tutto ciò che vorrai (e ne potrai fare la tua sposa).
Nota che devi lasciare la finestra aperta affinché possano entrare 7 e potrai ripetere quest’operazione tutte le volte che vuoi farle venire.

Alcune considerazioni finali

Mettendo a confronto le credenze popolari siciliane riscontrate nelle “Relaciones de causas” da parte dell’Inquisizione spagnola in Sicilia, con le operazioni rituali descritte nei Grimori di Magia Cerimoniale, si possono evidenziare molti elementi comuni:

La pulizia della stanza
Le Donne di Fora-Fate «nelle case dove vanno vogliono trovare tutto in bell’ordine, ben rifatto il letto, bianche e odorose le lenzuola, sprimacciati i guanciali, splendido il rame della cucina, benissimo spazzate le stanze». La stessa raccomandazione è descritta nella preparazione al rituale di Magia Cerimoniale: «pulirete la vostra stanza […] si mettano lenzuoli bianchi e freschi di bucato. Soprattutto, ogni cosa deve essere pulitissima».

Le fumigazioni
Gli Uomini di Fora-Guaritori e le Donne di Fora-Medichesse, fanno «un perfumo nella stanza con incenso, palma e acqua benedetta». La stessa operazione con elementi simili è presente in un rituale di Magia Popolare Siciliana: «Chi voglia in casa una “Bella Signora” deve prima della mezzanotte, ardere dell’incenso, foglie d’alloro, rosmarino e un’altra erba detta “mancivi” […]. Le erbe che debbono “chiamarle” bisogna che siano arse dapprima nel mezzo della camera, e poi ai quattro angoli della medesima». Oppure gettando ai quattro angoli della casa «acqua maritata» che non è altro che l’acqua benedetta raccolta ai fonti di sette chiese e miscelata. Questa operazione di purificazione non è prevista però nei Grimori di Magia Cerimoniale per far comparire le “Belle Signore”.

La tavola apparecchiata
Nella Magia Popolare Siciliana, viene fatta «apparecchiare la tavola davanti al letto, con tovaglia, piatti, miele, pane e un cembalo, un coltello col manico nero, pietanze senza sale, pesce arrostito, acqua odorosa e tre candele accese». Nella Cerimonia Magica dei Grimori invece, la tavola (Altare) viene apparecchiata semplicemente con «una tovaglia bianca, tre sedie intorno al tavolino, e sopra tre pani di frumento e tre bicchieri di acqua».

La comparsa degli Spiriti
Nelle credenze popolari siciliane e nelle “Relaciones de causas” dell’Inquisizione spagnola in Sicilia, gli Uomini di Fora-Guaritori e le Donne di Fora-Medichesse, «dicono che verranno le Streghe a mangiare e danzare». Nel rituale di Magia Cerimoniale dei Grimori, viene affermato che «Giungeranno tre Damigelle o tre Gentiluomini, berranno e mangeranno, ringraziando poi chi li ha accolti».

La loro natura ambigua
Negli scritti dell’etnologo palermitano Giuseppe Pitrè, le “Donne di Fora”, un po’ Streghe e un po’ Fate, vengono descritte come dei «Geni benefici o malefici, disposti e fermamente decisi a giovare o a nuocere, ad arricchire o ad impoverire, a far belli o render brutti, esse non hanno altro movente se non il capriccio, la bizzarria e una certa lor maniera di vedere e di giudicare le cose. È superfluo l’avvertire che esse non son visibili a chicchessia né sempre; anzi può reputarsi fortunato chi riesce a vederle, e, vedutele, a cattivarsene l’animo indocilmente bizzarro». Negli scritti di Magia Cerimoniale, solo un Grimorio menziona uno Spirito “ambiguo” dal nome «Flegetonta, imperatrice del regno infernale e madre delle potenze sotterranee». Ma in tutti gli altri Grimori, uno dei tre Spiriti, comparsi sotto forma di Damigella o Gentiluomo, ha un carattere benevolo, disposto a rispondere a «qualsiasi cosa chiederai su quell’arte o scienza, o su qualsiasi altra cosa tu vorrai, e ti risponderà in maniera veritiera, tu puoi anche domandarle se conosce qualche tesoro nascosto, in quel caso ti insegnerà il luogo e l’ora opportuni per prenderlo. Tutte e tre [le Entità] ti accompagneranno e ti difenderanno da quegli Spiriti Infernali che potrebbero essere in possesso del tesoro. Quando si congederà da te, ti farà dono di un anello che ti renderà fortunato al gioco e in amore».

Bibliografia consultata:
– “Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano”, di Giuseppe Pitrè.
– “Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1782)”, di Maria Sofia Messana.
– “Il Libro della Magia Cerimoniale”, ed. Rebis.
– “Il Secondo Libro del Comando”, ed. Mediterranee.
– “Il Drago Rosso”, ed. Rebis.
– “Magia Pratica”, ed. Mediterranee.
– “Superstizione, Stregoneria e Magia del popolo siciliano. Come fare e disfare malocchio, jettatura e fattura”, di Martin & C.

Note

  1. Le due “esortazioni” sull’astinenza sessuale e sull’astinenza dalle carni, dai cibi grassi e dai latticini, come preparazione al rituale di Magia Cerimoniale (presenti nei libri: Magia Pratica, ed. Mediterranee; Il Drago Rosso, ed. Rebis; Il Secondo Libro del Comando, ed. Mediterranee; Il Libro della Magia Cerimoniale, ed. Rebis), intendono sottolineare il cambiamento di regime di vita cui deve sottoporsi l’operatore prima di iniziare il rito. Si avrà, quindi, un’alimentazione sobria, sforzandosi di tenere un atteggiamento per quanto possibile sereno e temperato. In questo stato, avviene la «purificazione», nella quale si raggiunge la crescita di una forza nuova, che lentamente prende possesso della mente e domina tutto ciò che ancora contorna i meccanismi dell’azione spirituale.
  2. Nella Magia Cerimoniale l’atto di pulire la stanza equivale a purificare non solo fisicamente il luogo operativo in cui si svolgeranno i rituali, ma anche spiritualmente da “negatività” (Entità disincarnate impure: Larve, Elementali inferiori, Lèmuri e così via) che potrebbero compromettere il rituale stesso. E ciò in quanto la stanza non è un luogo qualsiasi, ma è considerato un vero e proprio Tempio in cui ci si relaziona con le realtà Spirituali, nonchè immagine visibile del proprio “Tempio Interiore e Spirituale”, in cui il “Microcosmo” si unisce e si identifica con il “Macrocosmo”.
  3. L’avverbio “soprattutto” (presente nel libro: Magia Pratica, ed. Mediterranee) sottolinea come “sopra ogni cosa” o “più di ogni altra cosa” è importate che “ogni cosa deve essere pulitissima”, e ciò rispetto alle indicazioni relative ad alcuni oggetti che “non dovrebbero” essere presenti nella stanza stessa
  4. Tutti i Grimori, che contengono questo rituale, menzionano l’accensione di un fuoco. Considerato che nelle case di oggi non tutti possiedono un camino o la possibilità di accendere con sicurezza un fuoco all’interno di un braciere, si potrebbe ovviare a questa richiesta accendendo una o tre candele posizionate sul tavolo apparecchiato
  5. Il tavolo apparecchiato – che nella Magia Cerimoniale è l’Altare operativo – nel presente rituale viene collocato all’interno della stessa stanza dove vi è il letto. Ovviamente, se per motivi personali, familiari o di altro genere, non fosse possibile collocare un tavolo o un piano d’appoggio qualsiasi, che possa fungere da tavolo nella stanza da letto, è giusto e lecito optare per soluzioni più pratiche, utilizzando il tavolo da cucina o da pranzo. In questo caso, l’azione rituale non sarà più incentrata in uno stesso luogo (Tempio) ma in due luoghi differenti
  6. L’affermazione che i tre Spiriti, sotto forma di Damigelle o Gentiluomini, “se ne andranno senza che vi sia bisogno di congedarli”, rassicura sul fatto che le Entità chiamate (evocate) non hanno nulla a che fare con gli Spiriti che secondo Agrippa appartengono al «genere dei demoni sotterranei e tenebrosi», i quali «offendono e praticano volontariamente il male» e che devono essere licenziati pronunciando la Formula del Congedo del “Liber Spirituum” (Libro degli Spiriti), come ad esempio nel Grimorio di Papa Onorio.
  7. Quest’ultima nota del rituale, di “lasciare la finestra aperta affinché le Damigelle o i Gentiluomini possano entrare” potrà liberamente essere omessa, ma è importante sottolineare come in alcuni Grimori di “Goezia” e “Teurgia”, destinati all’evocazione di polarità negative o entità positive, possano assumere forme visibili e concrete, dotate di proprietà dinamiche caratteristiche dei corpi materiali, sfruttando le “emanazioni sottili” dei sacrifici cruenti con spargimento di sangue, dei banchetti e delle libagioni ritualmente offerti.

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