Lucifero

luciferoDal latino lux-fero, ‘portatore di luce’. Nella tradizione greco-romana, Lucifero era considerata un’entità legata soprattutto a Venere – in quanto questo pianeta è la prima stella del mattino, il primo corpo celeste visibile all’occhio umano ad apparire nel cielo. In epoca classica e pre-classica, il titolo di lucifero o luciferino era attribuito ad una serie di divinità considerate ‘portatrici di luce’ come Diana o Apollo. Ne Il Vangelo delle Streghe, di Geoffry Leland, Lucifero è il fratello di Diana, grazie al quale la dea concepì Aradia.

Il termine Lucifero è stato poi corrotto dalla tradizione cristiana ed ebrea, nella quale è associato a satana, il ‘nemico’ di Dio nell’antico testamento, essendo Lucifero prima della caduta dal paradiso, il più bello tra gli angeli di dio.

La figura misteriosa di Lucifero in quanto portatore di luce, di conoscenza (ed in questo spesso assimilata a quella di Prometeo, dio greco che porto’ il fuoco e la tecnologia agli uomini) e divinità solare e della ragione è stata appropriata da maghi, streghe, massoni, occultisti e poeti. E’ in questa chiave che, per esempio, Giosuè Carducci scrisse il suo ‘Inno a Satana’:

 

(…) Te accolse profugo
Tra gli dèi lari
La plebe memore
Ne i casolari.

Quindi un femineo
Sen palpitante
Empiendo, fervido
Nume ed amante,

La strega pallida
D’eterna cura
Volgi a soccorrere
L’egra natura.

Tu a l’occhio immobile
De l’alchimista,
Tu de l’indocile
Mago a la vista, (…)

(Giosuè Carducci, Inno a Satana, versi 93-108)

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