Commentario / La Caccia e il Segugio – Parte 1

Con questo articolo inauguriamo la nuova sezione Commentario, nella quale vi proporremo articoli, saggi e riflessioni su tematiche stregonesche dal web e oltre, con l’intento di provocare l’immaginazione. Cominciamo ripubblicando con piacere questo articolo in quattro parti di Lee Davies, originariamente pubblicato su ‘Gods and Radicals‘.

 

La Caccia

“It is simple: Mankind has broken the covenant with nature”

– Peter Grey, APOCALYPTIC WITCHCRAFT

J. W. Cordes, The Wild Hunt, 1856 ca.
J. W. Cordes, The Wild Hunt, 1856 ca.

Abbiamo dimenticato il nostro posto nell’ordine delle cose. Ignorato le nostre responsabilità verso la terra. Abbiamo silenziato gli dei. Il matrimonio divino degli esseri umani con la terra è stato messo da parte e il cavallo, simbolo di tale unione, è stato trasformato in una macchina da soldi grottesca, e in cibo per cani.

Una volta ci ricordavamo di questo equilibrio, dell’equilibrio tra le persone e la loro ‘civilizzazione’, e il paesaggio oltre i confini di questa. Una volta inviavamo i nostri giovani uomini, in uno scambio sacro, nelle terre selvagge; sulle montagne, nelle piane e nei boschi. Una volta inviavamo i nostri giovani nelle lande selvagge dove sarebbero morti. Sarebbero diventati cose morte; senza nome o dimora, senza armi o famiglia. Sarebbero morti, ma sarebbero tornati all’accampamento dei vivi in quanto morti, portando con loro la fertilità e la benedizione degli antenati. Elargire la benedizione di fertilità per la terra, le persone e i loro animali era il compito dei morti, che la condividevano con i morti al di fuori della comunità, in modo che la portassero alle loro tribù e famiglie. Col tempo, abbiamo smesso di mandare i nostri uomini a morire e ritornare, abbiamo smesso di consegnarli ai morti e, presto, la stessa idea di farlo è diventato una storia, per poi passare alla leggenda. Eppure i morti ritornavano; guidati dallo Sfavillante Re Bianco che li conduceva ruggendo per i cieli. Invece di gioire nel loro ritorno e per i doni che portavano, abbiamo avuto paura di questo Corteo Furioso, li abbiamo chiamati diavoli e li abbiamo nascosti. L’alleanza è stata rotta e il legame spezzato.

Il Koryos era un’istituzione onnipresente, in una forma o nell’altra, tra le culture Proto-Indo-Europee (PIE) e Indo-Europee (IE). Giovani uomini erano inviati dai loro accampamenti a vivere nello spazio selvaggio oltre le mura. In questi luoghi essi imparavano a combattere e a cacciare, ed erano immersi nella cultura mitica e religiosa della loro gente. Razziavano altri accampamenti, rubavano il bestiame e agivano da forza combattente mobile della loro gente. Le loro gesta sopravvivono nei miti, dall’India all’Irlanda.

Cio’ che possiamo dire a loro riguardo è che essi erano iniziati in queste bande di Guerra in inverno, e particolarmente all’Equinozio. Dalle prove archeologica trovate in Russia, e dalle fonti mitiche, possiamo anche assumere con una certa sicurezza che il sacrificio di segugi, e altri canini, formassero parte di questo rituale d’iniziazione. In qualche modo, gli uomini del Koryos erano fortemente associati con lupi e segugi; se non in modo sciamanico, come parte di una pratica di guerra muta-forma.

Quello che ci interessa in questo articolo è la pratica originale del rituale di ritorno del Koryos all’accampamento e ai luoghi dei vivi; mascherati, vestiti in pelli di lupo o con il corpo dipinto. Essi non solo avrebbero rappresentato i morti ma letteralmente, di fatto, per la loro gente, essi diventavano i morti.

Il Koryos è istituzione estinta, tuttavia se consideriamo le sue funzioni e i suoi ruoli, esiste un altro gruppo di persone che ancora sopravvive in uno spazio affine a quello del Koryos, degli outsider che lavorano oltre la civilizzazione, mantenendo vive le tradizioni magiche e religiose che tengono insieme le persone, gli dei e la terra. Se vogliamo cercare di resuscitare il Koryos, e cantare ancora una volta gli inni e le lodi del Koryonos – il Dio del Koryos, è nel terreno della Stregoneria che dobbiamo cercare.

Il passaggio seguente di Kershaw riassume bene questo punto;

“… in generale, nei culti antichi [é] dal culto stesso che il Dio deriva il suo essere. Nel nostro caso, dovremmo guardare alle associazioni con la guerra, la morte, il lupo e il cane, con stati di coscienza estatici, con le iniziazioni e il solstizio d’inverno, e, quando queste non coincidono, con il cambiamento dell’anno. Ci aspettiamo che Egli condivida l’ambiguità del Koryos stesso e che appaia a volte benevole, a volte malvagio, e sempre almeno potenzialmente pericoloso”.

Una stregoneria derivata dal Koryos, e portata in epoca contemporanea, funzionerebbe in modo molto diverso, ma alcune pratiche chiave mantengono ancora la connessione con uno dei molteplici dei che hanno funto da Koryonos. Potremmo richiamarlo, assieme al suo Corteo, perché torni in inverno come si faceva una volta, ma invece di chiedere benedizioni di fertilità e abbondanza, offriremmo libagioni e sacrifici, chiedendo loro di portare la Caccia nel territorio. Evocate lo spirito della Caccia e dirigetelo verso coloro che creano una frattura ancora più grande tra le persone,la terra, e gli Dei. Quando i nostri antenanti dimenticarano lo scopo divino della Caccia Selvaggia, cominciarono a temerla. E’ il momento di contenere nuovamente questa paura.

 

La Preda

“In our desire to harm none we have become harmless”
– Peter Grey, REWILDING WITCHCRAFT

Se intendiamo nuovamente offrire carne e birra in onore del Koryonos e del suo Corteo, se vogliamo usare le nostre risorse e capacità per cominciare a lavorare contro coloro che ci separano ancora di più dalla terra e dagli dei, se vogliamo assumere di nuovo il ruolo di outsider – anche se soltanto per un breve momento – sulle tracce di chi o cosa dovremmo mettere la Caccia?

I sono nato e vivo in Gran Bretagna. Il mio universo politico vi è concentrato, dunque gli esempi e il ragionamento che seguirà nei prossimi mesi sarà incentrato su queste terre. Non me ne scuso. Considero questa la ‘mia’ terra; la mia carne e le mie ossa sono formate dai suoi suoli e dalle sue acque. I miei antenati hanno coltivato un piccolo angolo di questa isola per centinaia e, molto probabilmente, migliaia di anni.

Sono testimone del fatto che il danno più grande a questa terra è perpetrato da una costellazione di politici, di grosse aziende, e di alcune parti dei media. Ma la stella più oscura di questa costellazione si trova nel genere di politici che abbiamo al governo.

.Abbiamo un governo di conservatori che sembra destinato a distruggere il nostro Servizio Sanitario Nazionale, e che continua a privatizzare servizi che sono attualmente in mani pubbliche. Tagliano sistematicamente i servizi del welfare, mentre sono in combutta con la stampa di destra per vilificare e demonizzare i più deboli e vulnerabili della società. Dipingono un quadro dove coloro che ricevono sussidi di disoccupazione sono pigri, ostili al lavoro e inetti – anche se contano soltanto per il 2% del budget del welfare. La lista delle loro azioni CONTRO le persone di questo paese potrebbe andare avanti. Hanno confermato la loro fama di ‘partito cattivo’.

La maggior parte della valanga di lamentele per il nostro governo è giustamente diretta al ministro responsabile per le pensioni e il lavoro. Quest’uomo ha radicalmente cambiato il modo in cui i lavoratori sono supportati quando non hanno un impiego, sono malati o disabili. I lavoratori sono forzati a lavorare per delle compagnie private in cambio dei soldi del welfare, anche se già fanno volontariato per associazioni e organizzazioni non-profit, mentre cercano lavoro. Recentemente è emerso che 2000 persone che erano state dichiarate ‘adatte al lavoro’, e ai quali erano stati sospesi gli assegni malattia, sono morte entro le due settimane dalla cancellazione degli assegni. Cio’ deriva dall’esternalizzazione a compagnie private degli accertamenti dei malati e dei disabili, compagnie che non hanno nessuna competenza sulla materia e che sono incentivate a ritirare quanta più gente possibile dagli assegni malattia per spingerle a cercare un lavoro ‘normale’. Questo governo toglie sistematicamente il pane da sotto i denti ai più deboli a i più poveri, in nome dell’austerità.

I nomi che potrebbero essere iscritti nel piombo e offerti alla Caccia perché sguinzagli i suoi segugi, sono tanti.

Il Segugio

Intendo illustrare questo lavoro magico in forma di ricetta, non di lista di istruzioni. Un qualcosa con un’idea e uno scopo chiari ma che non

Un santuario di pietre (Cairn) nelle isole Faroe (Eilin Sandà, Wikimedia)

limiti quelli che tra voi vogliono unirsi alla Caccia nel mio modo di operare. Spero che prendiate questa ricetta e che la facciate vostra, che vi imprimiate le vostre proprie impronte digitali e che forgiate il vostro proprio legame con la Caccia.

Tenendo ciò a mente, spenderò I prossimi tre mesi esponendo il mio intento per questo rituale e i passi da intraprendere verso lo scopo. Pubblicherò un po’ alla volta, lasciando un mese tra ogni fase, in modo da individuare i materiali e i posti necessari. Il quarto, e ultimo pezzo finale, sarà pubblicato a dicembre, durante la discesa nel periodo più buio dell’anno, ovvero quando metteremo tutti gli elementi insieme e daremo vita al santuario (cairn), offrendo le prime libagioni.

Dunque.

L’intento è quello di creare una casa degli spiriti (spirit house), nella forma di un teschio canino, sia esso di un lupo, di un coyote, volpe o cane – oppure il tradizionale sostituto per un vero scheletro: una bottiglia di vetro o di argilla. Questo teschio propriamente consacrato e abitato, sarà portato al di là della civilizzazione e sotterrato in un posto adeguato, sul quale erigeremo un piccolo santuario (cairn) di pietre. Il santuario e il Segugio che esso ospita diventeranno quindi un altare, una nicchia e il punto focale per le libagioni e le offerte a Colui Che Guida la Caccia. In breve, creeremo uno spazio oltre I muri della civiltà; un muro nel quale liberarci della nostra pelle sociale e indossare quella di un altro animale, uno spazio per fare offerte, per tremare in estasi e chiamare il Koryonos. La casa degli spiriti, nel suo intimo, sarà la nostra guida e il nostro guardiano, il suo ululare una chiamata per la Caccia nella sua corsa furiosa.

Mettiamo le cose in chiaro, questo santuario è uno spazio per lavorare magia malefica; per chiamare la Caccia dall’Altro Mondo e per inviarla sulla terra. Se in quanto operatori magici, conversatori con gli spiriti e streghe vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo considerare l’uso di armi nel nostro arsenale affianco alle azioni più mondane. La magia è uno strumento potente che abbiamo a nostra disposizione, e propongo che il Segugio e il suo santuario di riposo siano i mezzi per raggiungere questo fine.

La prima fase di questo viaggio è semplice; raccogliere e preparare il teschio canino (o un sostituto appropriato) perché diventi un veicolo spirituale. Eseguite qualunque operazione di pulizia o purificazione che riterrete necessaria, ma nulla di più.  Per il momento.

L’autore. Di notte e durante i weekend Lee  è un politeista e un Wiccan, ma a causa del suo lavoro come curatore all’istituto di scienze naturali di Londra, Lee passa la maggior parte del suo tempo immerso nella natura, nella sua diversità, e nel lavoro per conservarla. Nella sua vita figurano anche: il tè, i pasticcini, le conserve e il cercare disperatamente di crescere più frutta e verdura di quanta le lumache riescono a mangiarne.

Un pensiero riguardo “Commentario / La Caccia e il Segugio – Parte 1”

  1. Cioè… il sito originario da cui proviene questo pezzo è una comunità virtuale di streghe socialiste?
    Una parte di me vorrebbe approfondire bene l’argomento della caccia. L’altra metà sta già piangendo di commozione e gioia.

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