I Salmi – Dalla magia cerimoniale alla stregoneria delle campagne

Pietà di me, Signore, sono sfinito; guariscimi, Signore: tremano le mie ossa. Trema tutta l’anima mia.

Una brevissima introduzione
salmiQuello dei salmi è uno dei libri che compongono la Bibbia ebraica e cristiana. In ebraico è chiamato ”Sepher Theillim”, che si tradice come ”libro delle laudi”. Consta di 150 capitoli e ogni salmo ha, nella tradizione religiosa, un valore diverso. Ogni salmo può essere considerato come un inno di lode, di supplica o una meditazione sapienziale. Al giorno d’oggi ancora non si hanno certezze su quale sia la vera origine dei salmi, tuttavia sembrerebbe che la cultura egizia e quella assiro-babilonese, abbiano influenzato pesentemente la loro composizione.
Il termine ”salmo”, proveniente dal Nuovo Testamento, deriva dal grego ”psalterion”, ovvero uno strumento a corda che veniva utilizzato durante le cerimonie sacre per accompagnare le odi, le lamentazioni e le invocazioni rivolte a Dio, ai suoi angeli o agli spiriti santi dei profeti.
Proprio la natura ”operativa” e specifica di ogni salmo ha fatto in modo che, gradualmente e con il passare dei secoli, questa tradizione sia fuoriuscita da un ordine di idee puramente religioso per affondare nuove radici nel terreno della magia.

Julien-Ernest Houssay
Julien-Ernest Houssay (l’abate Julio)

I salmi e la magia
Sul principio del secolo scorso, la magia dei salmi ricevette un nuovo impulso grazie agli studi e alle attenzioni di un personaggio particolare: Julien-Ernest Houssay (1844-1912), meglio conosciuto come l’abate Julio.
L’abate fu un arcivescovo cattolico francese, che raccolse tutti i salmi e ne spiegò, uno per uno, le virtù. Le sue opere erano volte soprattutto alla guarigione e all’elevazione spirituale, motivo per cui non solo fu molto vicino all’ambiente magico parigino, ma ottenne anche il soprannome di ”maestro in miracoli”.
Le sue opere, scritte con intenti religiosi ma dal forte carattere occultistico, influenzarono una lunga serie di ordini esoterici più o meno gnostici legati al cristianesimo, quali l’Ordine Martinista, la Myriam (una scuola esoterica di Kremmerz) e varie correnti massoniche e rosacruciane.
Oltre alla magia cerimoniale europea, i salmi facevano già parte a pieno titolo della magia popolare americana, in particolare venivano utilizzati nell’hoodoo per consacrare mojo bags, come talismani scritti da portare addosso, o venivano recitati durante cerimonie di limpia.

Una vicenda barese
A partire dalla diffusione dei libri di magia, agli inizi del ’900, la pratica stregonesca in una città come Bari (a cui faccio riferimento per conoscenza diretta), cambiò radicalmente.
Dove prima esisteva (o era noto) soltanto una magia praticata dalle classi più basse e povere della società, per lo più per guarigione o per il contatto con i defunti, anche gli strati più abbienti iniziarono a interessarsi delle scienze occulte. Le streghe, in precedenza, erano per lo più analfabete. Pertanto è improbabile che utilizzassero le lunghe formule dei salmi. Anzi, il loro potere risedeva maggiormente nelle azioni simboliche dei riti, a cui si accompagnavano frasi, preghiere o formule molto brevi. Il “paganesimo” era contemplato solo in senso lato, o come approccio “pratico” alla culto dei santi, o come fede nelle fate, verso le quali venivano lasciate offerte (in genere di cibo) in certe notti dell’anno. Quindi sia le streghe “colte” che quelle “analfabete” si muovevano in un orizzonte abbastanza simile, quello cristiano.
A partire dalla diffusione dei libri di magia, iniziarono ad apparire masciare che utilizzavano pratiche simili negli scopi ma differenti nei mezzi, a quelle delle loro colleghe precedenti. Una su tutte: il contatto con gli spiriti dei morti. Quando una masciara di campagna voleva contattare un defunto, in genere lo pregava di apparirle in sogno o di mandare messaggi comprensibili in altro modo. A partire dalla diffusione dei grimoire, iniziò la pratica della “possessione”, in cui le masciare facevano da vere e proprie medium.
Fortunatamente, con l’ampliarsi dell’alfabetizzazione, le pratiche delle tradizioni scritte, entrarono a far parte anche dell’armamentario di masciare più “tradizionali” (se mi si passa il termine).
I salmi si inseriscono in questo contesto. Come già detto, l’abate Julio li aveva classificati in base alla loro efficacia. Vengono usati quindi salmi per allontanare i nemici e i pericolo, per guarire da determinate malattie e via dicendo.
Quelli che vi segnalo più avanti sono quelli che trovo più interessanti.

1. Produzione della Terra. Perseverare nel bene.
3. Emicranie. Mal di gola. Mal di denti.
6. Contro qualunque malattia o infermità.
8. Contro le malattie infantili e quelle del bestiame.
15. Reumatismi. Febbre.
31. Contro i sortilegi.
37. Febbri. Malattie nervose e del midollo spinale. Accessi, piaghe, contusioni, lussazioni, cancrene, paralisi, storte e malattie nascoste.
47. Protezione della casa contro i cattivi spiriti.
106. Contro la siccità.
114. Amore puro. Vita eterna.

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Come usare i salmi praticamente:
I salmi si possono utilizzare in qualunque forma creativa lo si voglia. Nella magia popolare vengono spesso recitati per consacrare dei talismani che la tradizione italiana chiama ”abitini” e che in quella afro-americana vengono chiamati ”mojo-bag” o ”gris-gris”. Altre volte vengono recitati durante una particolare azione simbolica, quale potrebbe essere l’accensione di una candela precedentemente unta di oli appropriati, o la distruzione di bamboline di cera anonime che rappresentano chi ci fa del male. Ancora, è possibile scriverli su un pezzo di carta e indossarli come amuleti speciali.
Qui esporrò, tratto direttamente dai miei appunti stregonici, un metodo molto semplice per confezionare un mojo. È volutamente semplice, affinché chiunque possa ricamarci sopra rendendolo personale.
Immaginiamo di voler fare un incantesimo per proteggere la nostra salute.
Il mojo viene creato a partire da un pezzo di cotone del colore appropriato in base allo scopo. L’occultismo di un certo stampo tramanda tavole e tavole e tavole di corrispondenze planetarie etc… Personalmente, credo che sia meglio se ognuno trovi le proprie personali, che possono anche cambiare durante la vita. Ad esempio: il verde è un colore che in America viene utilizzato per gli incantesimi volti ad attrarre il denaro, in quanto i dollari sono verdi. I maghi cerimoniali ricollegano il verde a Venere, quindi all’amore, al fascino, all’arte e via dicendo. In voi il verde potrebbe evocare il pensiero della natura, quindi la serenità o la guarigione e lo userete in questo senso. La magia non è suscettibile di verifica col metodo scientifico, quindi sentitevi dei veri e propri artisti, perché nel mojo, in ultima analisi, ci state mettendo voi stessi.

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Adesso passiamo al contenuto del sacchetto. La tradizione raccomanda che ci sia un numero dispari di elementi, per un massimo di 9. Se volete, e siete abili in questa pratica, potreste andare in un bosco per entrare in comunicazione con gli spiriti delle piante e fare delle offerte mentre le raccogliete. Opzione consigliata, potenzierà moltissimo il vostro lavoro.
In alternativa potete comprare le erbe e i cristalli in questione.
Nel caso dell’ipotetico dell’incantesimo di cui stiamo parlando, quello per proteggere la salute, io userò la Gnaphalium polycephalum L. , che in inglese viene chiamata anche Life Everlasting (vita imperitura… nomen omen!); angelica per la salute fisica e cacao per la salute mentale.
A questo punto metto le erbe in una ciotola e le bagno con agua de florida (o un’altra acqua di colonia) per ”pulirle energeticamente”, e del rum per onorarne lo spirito. Quando il liquido è stato assorbito metto le erbe nuovamente ad essiccare per evitare che marciscano nel mojo. Nel giorno stabilito per il rituale, in uno spazio debitamente preparato porrò le erbe nel pezzo di cotone verde e lo cucirò. Quando tutto sarà pronto, con enfasi e soprattutto con fede nei suoi magici effetti, leggerò il salmo n.6 imponendo le mani sul mojo e visualizzando il suo scopo.

2 Signore, non punirmi nella tua ira,
non castigarmi nel tuo furore.
3 Pietà di me, Signore, sono sfinito;
guariscimi, Signore: tremano le mie ossa.
4 Trema tutta l’anima mia.
Ma tu, Signore, fino a quando?
5 Ritorna, Signore, libera la mia vita,
salvami per la tua misericordia.
6 Nessuno tra i morti ti ricorda.
Chi negli inferi canta le tue lodi?
7 Sono stremato dai miei lamenti,
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,
bagno di lacrime il mio letto.
8 I miei occhi nel dolore si consumano,
invecchiano fra tante mie afflizioni.
9 Via da me, voi tutti che fate il male:
il Signore ascolta la voce del mio pianto.
10 Il Signore ascolta la mia supplica,
il Signore accoglie la mia preghiera.
11 Si vergognino e tremino molto tutti i miei nemici,
tornino indietro e si vergognino all’istante.

A questo punto passerò il mojo nel fumo dell’incenso, della salvia bianca o di un sigaro, per sigillarlo completamente.
Avrò cura di portare il talismano così ottenuto sempre addosso, ricordandomi di ”nutrirlo” ogni tanto con del rum o dell’agua de florida o del fumo.
Se il mojo è stato ideato per raggiungere uno scopo, andrà aperto e disperso nella natura una volta che è stato raggiunto.
E qui vorrei condividere altre varianti di questa ricetta…
Al posto del salmo n.6 si potrebbe leggere il n.1 e usare il mojo come offerta per gli spiriti della natura, al fine di difendere un certo territorio dall’azione umana:

1 Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
2 ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.
3 È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.
4 Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
5 perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio
né i peccatori nell’assemblea dei giusti,
6 poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Magari sentite di avere sufficiente fiducia nel vostro potere e volete dare retta alle leggende americane che parlano di sciamani anziani ma giovani nell’aspetto che non invecchiano come i comuni mortali… o alle storie bisbigliate in famiglia ”sulla zia della cugina dell’amica del panettiere” che continua a ricevere l’estrema unzione e a ”resuscitare” e che pare proprio non la vogliano d’altra parte. In questo caso potreste preferire il salmo n.114…

1 Quando Israele uscì dall’Egitto,
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
2 Giuda divenne il suo santuario,
Israele il suo dominio.
3 Il mare vide e si ritrasse,
il Giordano si volse indietro,
4 le montagne saltellarono come arieti,
le colline come agnelli di un gregge.
5 Che hai tu, mare, per fuggire,
e tu, Giordano, per volgerti indietro?
6 Perché voi, montagne, saltellate come arieti
e voi, colline, come agnelli di un gregge?
7 Trema, o terra, davanti al Signore,
davanti al Dio di Giacobbe,
8 che muta la rupe in un lago,
la roccia in sorgenti d’acqua.

Come scrivevo prima, questo è solo l’esempio di un metodo con cui si può creare un mojo o con cui si possono utilizzare il salmi. L’unico consiglio che sento di darvi è: sperimentate. Se la magia è un arte, allora le streghe sono le artiste della metamorfosi. E in arte le regole esistono solo per essere infrante…

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