Candele (I) – Intro e Preparazione

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Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.
Kostantino Kavafis

La fiammella della candela è uno dei primi alleati della strega, in quanto rappresentazione perfetta di un essere che cambia natura, si trasforma. E l’esperienza di passare da un panetto di cera grezza a i resti di un candele è una rappresentazione tangibile dell’atto della stregoneria, e di tutte le magie. Il consumarsi inevitabile del sacrificio e la meraviglia della trasformazione, del passaggio da un forma all’altra, da una dimensione all’altra, dallo stoppino, alla fiamma, alle ceneri. La candela, composta di tre elementi (stoppino, cera, fiamma), riprende il primo numero magico ed è lanterna di tutto cio’ che è ambiguo e liminale.  Nella mitologia celtica il mondo è diviso in tre parti: il mondo di sopra, quello di sotto, e il mezzo. In quella cristiana, dio è composto da tre figure: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Tre erano le Parche, le tessitrici greche del destino degli uomini. Triplice è la forma di Ecate, e tre teste hanno i cani che guardano l’inferno. Tre è il numero di Venere e della vita, ma due volte tre, sei, è il numero di Mercurio, che è Maestro dei morti e dei vivi. Come la strega, che lavora tra due mondi, la candela è capace di passare da uno stato solido a uno stato etereo. Poi si sa, sono immancabile elemento di seduzione e arma tattica della strega marpiona (ma senza esagerare). E queste sono le prime, tra le molte, ragioni che vengono alla mente per cui le streghe utilizzano le candele.

Questa piccola guida in due parti è finalizzata a fornire le basi per la fabbricazione e l’uso della candele rituali. Nella prima parte, vedremo i materiali necessari e il procedimento necessario alla fabbricazione delle proprie candele. Nella seconda, ci occuperemo degli utilizzi, delle variazioni, e della preparazione ‘rituale’ delle candele.

Perché fabbricare le proprie candele, quando ve ne sono in commercio di tutti i tipi, colori, e forme? Perché cucinare il proprio cibo, quando si potrebbe sempre mangiare fuori o riscaldare qualcosa, qualcun altro direbbe?
Si può vivere anche di cibi congelati, ma sono approcci diversi. La stregoneria è il lavoro con i materiali e gli spiriti che li governano, e questo significa anche privilegiare la qualità sulla quantità. Bruciare una candela di cui si è fabbricato lo stoppino, fusa la cera e preparato l’olio da risultati diversi e si sente diversamente da una candela prodotta in maniera industriale. Fabbricare le proprie candele è un piccolo atto di cura, dedicazione e impegno verso gli spiriti che ci aiutano in questo mestiere. Volendo si può fare senza, ma perché negarsi questo piccolo piacere?

I materiali

Vediamo quindi, prima per inciso e poi per esteso, i materiali di cui abbiamo bisogno per la fabbricazione delle candele rituali.

  • Stoppino
  • Cera
  • Pentole e pentolini
  • Uno stampo

Stoppino

Lo stoppino di cotone è l’anima della candela, quella che bruciando si sacrifica e da vita al fuoco.  Potete comprare una massa di stoppino, o potete fabbricarvelo voi.  In ambo i casi, verificate che il diametro dello stoppino sia proporzionato a quello della candela. Se lo stoppino è troppo fino o troppo grosso, candela brucerà male o si spegnerà prima del tempo. Per una candela di un cm di diametro, uno stoppino di 7.5 mm dovrebbe andare bene (è più del rapporto ideale indicato sulle etichette, ma io trovo che la candela bruci meglio). Se volete fabbricarvi lo stoppino, prendete tre fili di cotone (100%) e intrecciateli come fareste con i capelli. Se state fabbricando una candela per uno scopo particolare, potete intrecciare i fili ‘intorno’ all’intenzione della vostra operazione.

Cera

In questa guida, assumeremo che la cera in questione sia d’api, non sbiancata, e il più naturale possibile. Se avete una macchina, è possibile che siate ad una distanza praticabile per procurarvela da un apicoltore della zona. Su www.apicoltore.it potete trovare i link di alcuni apicoltori della vostra zona.

La cera d’api è prodotta dalle api operai per la produzione del ‘favo’. Quando gli apicoltori raccolgono il miele, staccano le struttura di cera dalle quali è utilizzata. Gli apicoltori moderni, raccolgono la cera in fogli che hanno la tipica forma a arnia. Altri apicoltori raccolgono la cera in ‘panetti’, che hanno appunto la forma di piccoli pani o come delle piccole forme di grana. All’interno vi si possono trovare meraviglie come api morte e sacche di miele.

Le candele comunemente in commercio sono di solito composte di una mistura qualunque di stearina/paraffina/glicerina. Tutti questi materiali sono derivati del petrolio e, per quanto profumati, bruciarli non farà bene né a voi, né agli altri che abitano questo pianeta, siano essi visibili o no. Se proprio necessario, potete fare candele di questi materiali, informandovi sulle dosi e le misure.

In tempi antichi, le candele si facevano soprattutto in casa e di grasso animale. Il grasso più utilizzato è il lardo del maiale. Se volete cimentarvi nelle candele di lardo, informatevi dal vostro macellaio.

Pentole e pentolini

Avrete bisogno di due pentole, l’una inseribile nell’altra, perché dovrete fare un bagnomaria. Avrete anche bisogno di un contenitore di qualunque materiale, ma resistente al calore, che contenga la cera. Fate attenzione a quando maneggiate questi utensili, durante il processo, in quanto saranno caldi.

Uno stampo

Gli empori, i negozi di hobbystica e di fai-da-te sono buoni posti dove comprare stampi per candele, di varie forme e materiali. Personalmente, trovo che gli stampi cilindrici di plastica dura di un cm e mezzo di diametro siano i migliori per le candele a scopo rituale. C’è chi preferisce la forma più a ‘lumino’, ma ci si puo’ sbizzarrire con candele a forma di teschio, di animali, di persone etc…

Gli stampi venduti in commercio sono di solito in silicone o in plastica dura, e hanno il grande (presunto) vantaggio di essere pensati perché la candela possa essere estratta senza troppi sforzi. Rinunciate a questo vantaggio, ed ogni contenitore è uno stampino – dal bicchiere della nonna, al contenitore del sigaro, a una bottiglia – a patto di poterlo rompere, senza favi male, per estrarne la candela. Questo problema può essere risolto dagli stampi in das, se siete dotati in questo senso.

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Inoltriamoci dunque nella fabbricazione vera e propria delle vostre candele. I due metodi presentati in questo articolo, per colata e per immersione, sono entrambi molto semplici. Qualunque metodo usiate, assicuratevi di coprire per bene, con fogli di giornali e nastro adesivo, ogni superficie intorno all’aria di lavoro. Indossate dei guanti, o comunque fatte attenzione al contatto con l’acqua e con la cera bollente.

Metodo 1 – Colata

  1. In questo metodo, la cera è colata in uno stampo. Avrete quindi preparato uno stampo. Se utilizzate uno stampo commerciale, assicuratevi che le due parti siano ben ferme, e che lo stoppino sia fermo al suo posto tramite l’apposito ago. Qualunque stampo utilizziate, fate in modo che lo stoppino sia ancorato fermamente da un ferma-stoppino alla base, e quanto più centrato possibile.
  2. A seconda di quanta cera abbiate, l’avrete tagliata in pezzetti che possano andare comodamente nel contenitore a vostra disposizione, e che si sciolgano in tempi non biblici. In breve, tagliate la cera, mettetela nel suo contenitore resistente al calore e tenetela da parte.
  3. Inserite il pentolino piccolo nel pentolino grande, che avrete previamente riempito d’acqua a sufficienza. Ponete i due pentolini su un fuoco medio, e ponete il contenitore con la cera nel pentolino piccolo. Attendete finché la cera non è completamente sciolta.
  4. Una volta la cera sciolta, spegnete il fuoco. Con cautela, rimuovete la cera dal pentolino e versatela lentamente negli stampi preparati.
  5. Attendete fino a che la candela non sia completamente solida, il che per la cera d’api vuol dire tra le 6 e le 12, a dipendere dalla candela e dal tempo che fa. Se trovate difficile estrarre la candela dallo stampo, mettetelo in frigo per almeno una mezz’ora (solo se la candela è completamente solida) e riprovate.

Metodo 2 – Immersione

Per fare le candele a immersione avrete bisogno di un bastone, tipo bastone da scopa, e di due supporti che possano sostenerlo in maniera orizzontale, parallelo al suolo. Due sedie possono fare all’occasione. Avrete anche bisogno di un contenitore per la cera, e quindi di pentole, molto più grosse. L’altezza dei contenitori deve essere superiore dell’altezza della candela desiderata di almeno un paio di centimetri. Questo metodo è consigliato per produrre grosse quantità in una volta sola.

Avrete inoltre preparato uno stoppino per ogni due candele che volete ottenere. Ognuno di questi stoppini, infatti, sarà di almeno due centimetri più lungo della candela. Procedete come di seguito:

  1. Come nei punti 2 e 3 sopra, solo che voi avrete delle ‘pentole’ o ‘dei pentoloni’.
  2. Prendete il primo stoppino nella sua metà tra il pollice e l’indice, come se fosse una U capovolta.
  3. Immergete la U nella cera fusa, poi poggiatela sul bastone che avete preparato. Ripetete l’operazione per tutti gli stoppini.
  4. Ripetete il punto 3, ricominciando dal primo stoppino fino all’ultimo. Poi ripetetelo ancora. Ad ogni immersione, la candela si inspessisce, fino a raggiungere lo spessore desiderato.
  5. Lasciate le candele a essiccare. Di seguito, tagliate lo stoppino al centro e conservate le candele.

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