Breve Storia del Curanderismo (II): Il fiore della creazione e i pilastri della Huehuepatli

Il fiore della creazione, ripercorre la mitologia e la cosmologia mexica, nella quale interno ed esterno sono separati solo da una differenza dello stato percettivo. Tutti gli “dei” compartecipano del Grande Sogno della creazione, ma allo stesso tempo esistono nella nostra coscienza individuale, riflesso della Coscienza cosmica.

Questo articolo è la seconda parte della serie sulla Breve storia del Curanderismo. Clicca qui per leggere la prima parte.

Tezcatlipoca
Tezcatlipoca

Viaggiando per il Messico è possibile riscontrare ovunque, soprattutto nelle rovine di Teotihuacan, l’icona del fiore che rappresenta la struttura dell’intero universo sensibile e del regno degli spiriti. Il fiore della creazione, ripercorre la mitologia e la cosmologia mexica, nella quale interno ed esterno sono separati solo da una differenza dello stato percettivo. Tutti gli “dei” (che non sono dei, come vedremo più avanti) compartecipano del Grande Sogno della creazione, ma allo stesso tempo esistono nella nostra coscienza individuale, riflesso della Coscienza cosmica. Chi ha familiarità con gli scritti di Castaneda, avrà incontrato i termini Tonal e Nagual. Queste due parole nahuatl hanno valori differenti in base all’etnia che li utilizza, per esempio, i Mexica li intendono come stato di coscienza della veglia (Tonal) e stato di coscienza del sogno (Nagual), i Totonachi come uno spirito custode in forma animale (Nagual) e l’anima individuale razionale (Tonal), ma non solo… Questi termini ricorrono anche nei calendari. Nel calendario mexica, il Tonalamatl, i tonales sono le energie che sorreggono un determinato giorno. Per intenderci, come nel “nostro” calendario lunedì è il giorno della luna, martedì di marte e via dicendo, nel Tonalamatl esiste il giorno del coccodrillo, il giorno del colibrì etc… Al contrario, nel calendario maya, i tonales vengono chiamati nahuales.

Secondo la cosmologia mexica in principio esisteva solo il campo della coscienza unificata, Centeotl (cen = uno, teotl = energia), la notte assoluta da cui si sprigionano tutti i sogni della creazione. Centeotl, nei codici aztechi come il Codice Fiorentino, viene riportato come il dio del mais. Il riferimento al mais non è casuale e il valore profondo di questa immagine risiede nella capacità di una singola unità, quale il chicco, di generare un’intera pianta che darà origine a una moltitudine di semi.

Centeotl si riflesse e questo riflesso fu il primo passo della creazione, il primo Tezcatlipoca, lo “specchio fumante”, uno specchio all’interno del quale non è possibile vedere con chiarezza.

Centeotl, rispecchiandosi nel Tezcatlipoca generò l’Ometeotl (ome = due), dio è due, la dualità, rappresentata dalla coppia Ometecuhitli e Omecihuatl, ovvero signore-due e signora-due. Il dio e la dea, unendosi, generarono i quattro Tezcatlipoca.

I quattro Tezcatlipoca diedero a loro volta una forma ordinata al Sogno-riflesso di Centeotl. Sono loro attribuite le quattro direzioni dello spazio, i quattro petali del fiore cosmico. A nord troviamo il Tezcatlipoca nero. Il suo colore è il nero ed è il signore dei sogni più profondi. A ovest, il Tezcatlipoca rosso Xipe Totec, l’energia della rigenerazione della terra, rappresentato come un uomo rosso o un uomo dalle mani scuoiate (la terra arata). A sud, il Tezcatlipoca blu, Huitzilopochtli, il colibrì che vola a sinistra. Infine a est, in direzione del sole nascente, il Tezcatlipoca bianco, ovvero Quetzalcoatl.

Quetzalcoatl significa “serpente piumato”, lo ritroviamo ovunque in Messico e rappresenta la vita (il serpente) che dispiega le ali e ascende verso nuovi universi percettivi (le piume e le ali). Il movimento, ollin, delle quattro (nahui) direzioni, dà origine alla croce cosmica, l’ohmaxal, che orienta la vita e la spiritualità dei curanderos.

Tutti gli esseri sopra descritti sono stati considerati dagli occidentali come “dei”. Il concetto di dio personificato, però, ovvero di un essere spirituale proveniente da un mondo altro, è occidentale. Il termine nahuatl “teotl” ha più valore di “essenza” o “energia”. La personificazione era solo una rappresentazione grafica per rendere più facile la comprensione di questi concetti teologici.

Monarca e saggio poeta, Tetzcuco, Messico

Al giorno d’oggi è molto diffusa la tradizione di dare a un neonato il nome di un santo il cui culto è diffuso nella zona o per porlo sotto la sua protezione. Una cosa simile accadeva, e accade ancora oggi, nel caso di nomi tratti dalla tradizione indigena. Per questo motivo ci sono stati personaggi storici anche di un certo rilievo che assunsero nomi divini, uno di questi casi è il re Quetzalcoatl. Le sue vicende personali vennero mitizzate dando così origine al Poema di Quetzalcoatl, rendendo così più facile il fraintendimento del concetto di divinità.

Nella raffigurazione del fiore cosmico, nel centro troviamo Tlaticpac, la superficie della Terra, o “mondo di mezzo”, il luogo in cui viviamo. Lo stelo del fiore rappresenta il Tlalocan, i nove inframondi, i luoghi dell’inconscio e delle tenebre. Gli stami, che si allungano verso la vacuità luminosa del cielo, Ilihuicac, diviso in tredici livelli.

Lo Xochitl (fiore) della creazione è una rielaborazione molto raffinata della più famosa ruota di medicina dei Lakota. Lo ritroviamo in tutte le popolazioni native anche se ad ogni direzione può essere attribuita una descrizione differente. Nella cosmovisione maya, per esempio, le quattro direzioni sono associate ai quattro balameb, gli uomini-giaguaro. Il cerchio è considerato un’enciclopedia che include l’intera creazione, fa da base ai calendari e fonda le società “primitive” in cui ogni membro della comunità, a prescindere dal proprio prestigio sociale, si trova alla stessa distanza dal centro.

Il numero quattro è fondamentale nelle cosmovisioni indigene e questo ha influenzato enormemente la medicina tradizionale messicana.

La Huehuepatli mexica, infatti, si fonda su quattro pilastri fondamentali: matzewallitzli (educazione), pahtlitztli (rimedi naturali), apapaxtli tlawayotl maihpatli (manipolazione corporea), pahuawtztli (strumenti di cura indigeni).

  • Matzewallitzli, si traduce con “meritare”. Nel Curanderismo la salute è anche una scelta. Una scelta che si manifesta nell’attenzione alla nostra igiene personale fisica, energetica e relazionale, nell’attenzione che poniamo al cibo, ai nostri sogni e allo scorrere del tempo attraverso le stagioni. Tutta ciò passa dall’educazione. I curanderos insegnano come mangiare correttamente in relazione al periodo dell’anno e alla disponibilità della Terra, a dormire un numero di ore congruo e a vivere seguendo i ritmi della natura.
  • Pahtlitztli (sostanze): in questo concetto ricadono tutte le sostanze di origine minerale, vegetale o animale che possono essere utilizzate per formulare dei rimedi naturali. L’erboristeria, ovviamente, rientra in questa categoria. I guaritori mexica e maya erano degli erboristi formidabili. È documentato che sapessero utilizzare fino a 300 erbe diverse.
  • Apapaxtli tlawayotl maihpatli (alleggerire ciò che si coagula nel cuore dell’uomo tramite la mano che cura): in questo terzo campo del Curanderismo rientrano tutte le manipolazioni fisiche, i massaggi e le “posture di potere”, l’imposizione delle mani e l’arte di aggiustare le ossa.
  • Pahuawtztli (strumenti): l’aspetto più “magico” del Curanderismo. A questo pilastro appartengono gli strumenti più tradizionali della medicina indigena, ovvero le piume, le uova e il fumo del copal (utilizzati nelle limpie), strumenti quali i bagni di vapore temazcal, cerimonie di guarigione con le piante di potere e tutti quei trattamenti che vanno a toccare un piano “energetico”.

 

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